08 agosto 2016 | 17:27

I videogame aiutano a ragionare e a sviluppare la capacità di risolvere i problemi, al contrario di social e chat che riducono la concentrazione. I risultati di una ricerca australiana

Altrochè fonte di distrazione, i videogame possono avere effetti positivi per gli studenti. A dirlo uno studio condotto in Australia secondo il quale giocare abitualmente coi è associato al miglioramento del rendimento tra i banchi di scuola, specie nelle materie scientifiche, al contrario di quanto succede con social network e chat, che provocherebbero effetti deleteri, anche importanti sulle prestazioni scolastiche.

La ricerca è stata pubblicata sull’International Journal of Communication e ha riguardato oltre 12.000 studenti. Dai dati è emerso che gli studenti che giocano a videogame online quasi ogni giorno hanno un punteggio in matematica mediamente di 15 punti maggiore rispetto a coetanei non coinvolti abitualmente. I punti di differenza salgono a 17 punti in scienze.

Alberto Posso della RMIT University a Melbourne che ha condotto la ricerca, ha inoltre riferito che i teenager che frequentano Facebook & co. ogni giorno hanno un rendimento inferiore in media di 20 punti in matematica rispetto a coloro che non hanno mai usato i social.

Secondo Posso una spiegazione sarebbe da individuare nel fatto che i videogame mettono in azione funzioni mentali legate a ragionamento e capacità di risoluzione dei problemi, intimamente connesse con le materie scientifiche. Viceversa, l’uso dei social toglie tempo allo studio e riduce la concentrazione.