09 agosto 2016 | 18:30

Sollevato dall’incarico con effetto immediato. Il titolo sulle tre arciere italiane ‘cicciottelle’ costa a Giuseppe Tassi la direzione di Qs

Dopo le proteste sui social non sono finiti i guai per il direttore del QS – Quotidiano Sportivo, Giuseppe Tassi, per quel ‘trio delle cicciottelle’ con il quale il giornale ha definito le tre arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, che domenica a Rio hanno concluso la gara a squadre al quarto posto. L’editore Riffeser Monti ha infatti deciso di sollevarlo dall’incarico “con effetto immediato”. In una nota, pubblicata sul sito de IlRestodelCarlino, oltre che con i lettori, l’editore si scusa direttamente con le tre atlete, che pur non essendo salite sul podio, hanno comunque ottenuto il miglior piazzamento di sempre nella storia italiana della disciplina al femminile.

Nella foto in alto le tre atlete azzurre, Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia (foto ripresa dal profilo Twitter della fitArco); sotto il titolo incriminato e Giuseppe Tassi

Ieri cercando di rimediare alla gaffe Tassi aveva lanciato le sua scuse via Facebook, spiegando che il titolo è “uscito nella prima edizione e poi è stato ribattuto con un più cronachistico ‘Le azzurre si fermano sul più bello’. “Mi scuso se quel titolo ha urtato la sensibilità di alcuni nostri lettori ma l’intento di partenza non era né derisorio né discriminante”.

“Basta essere chiamate cicciottelle: i Giochi dimostrano che per competere non e’ necessario essere palestrati”, avevano detto due delle tre azzurre che hanno subito ricevuto la solidarietà di tutta la Federazione Italiana Tiro con l’Arco.

“Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, questa mattina, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione”, ha scritto Mario Scarzella, presidente della federazione, in una lettera indirizzata a Tassi, definendo “a dir poco irriguardoso” il titolo dedicato alle tre atlete. “Se Il Resto del Carlino fosse una rivista scandalistica non avremmo nulla da dire, ma focalizzare l’attenzione sull’aspetto fisico di queste ragazze su un quotidiano, che scandalistico non dovrebbe essere considerata la sua lunga e prestigiosa storia, è stato davvero di cattivo gusto”, ha continuato ricordando i sacrifici delle tre ragazze per arrivare ai Giochi. Sacrifici fatti “nella quasi totale indifferenza dei media italiani”.

“Per 4 anni hanno lavorato sodo per tenere alto l’onore italiano in occasione dei Giochi Olimpici. Quella di ieri è stata per l’Italia femminile una vera impresa e ridurre il tutto con un titolo che le definisce delle semplici ‘cicciottelle’ lo consideriamo davvero di cattivo gusto”, ha concluso.