10 agosto 2016 | 18:20

Corrispondenti esteri per raccontare le elezioni americane da una prospettiva diversa. L’idea del New York Times per ampliare il numero dei suoi lettori internazionali

In vista delle elezioni presidenziali in programma il prossimo novembre in America, il New York Times quest’anno ha fatto una scelta particolare per raccontarle e descrivere tutti gli eventi che ruotano attorno a questo appuntamento. Non solo giornalisti esperti di democratici e repubblicani. Ad affiancarli ci saranno anche i corrispondenti esteri, che racconteranno l’evento da una prospettiva diversa e i loro contributi saranno inseriti in una sezione chiamata ‘Abroad in America’.

L’idea, segnalata sul sito NiemalLab, un esperimento per vedere come da fuori viene vista la politica americana, è parte dei progetti che il NYT sta sviluppando per espandere il numero dei suoi lettori, soprattutto quelli digitali, al di fuori dei confini a stelle e strisce.

Declan Walsh, corrispondente del Times dal Cairo, che racconterà le elezioni americane (foto Twitter)

Avendo fissato come obiettivo per il 2020 l’obiettivo quello di generare 800 milioni di ricavi digitali, è più che logico che il giornale stia guardando soprattutto alle sottoscrizioni di abbonamenti al di fuori dagli Stati Uniti. E una delle strade da percorrere potrebbe essere quella di offrire notizie sul Paese in modo diverso, più vicino ai lettori stranieri.

“Dobbiamo confezionare il nostro giornalismo su misura, rendendo i nostri prodotti più adatti per i diversi lettori”, avevano spiegato il ceo Mark Thompson e il direttore Dean Baquet. E diversi sono i passi che in quest’ottica ha mosso il giornale negli ultimi tempi, come con il NYT Global, un team internazionale creato ad aprile con alle spalle un piano triennale da 50 milioni di dollari o, ricorda ancora NiemanLab, il lancio a febbraio da Città del Messico del ‘The New York Times en Español’, con storie scritte in spagnolo e non solo tradotte dall’inglese.