24 agosto 2016 | 8:44

Domani c’è il Cda Vivendi sui conti ma sullo sfondo c’è la questione Premium. Fininvest chiede 570 milioni di euro di danni. Si profilano diverse soluzioni

(Askanews) La famiglia Berlusconi continua a chiedere con forza l’esecuzione del contratto per la cessione di Mediaset Premium in vista del Cda della società di Vincent Bolloré convocato per giovedì.

Fininvest ha depositato una citazione al Tribunale di Milano per chiedere l’adempimento del patto parasociale, contenuto nel contratto siglato lo scorso aprile tra Mediaset e Vivendi, che doveva regolare il matrimonio tra Cologno Monzese ed il gruppo francese. Fininvest chiede poi “in ogni caso il risarcimento dei gravi danni già subiti” che quantifica in 570 milioni di euro derivanti dall’andamento del titolo e da “l’evidentissimo danno di immagine”.

L’azione di Fininvest segue di pochi giorni quella avanzata dalla stessa Mediaset che ha chiesto l’esecuzione immediata del contratto e 50 milioni di euro per ogni mese di ritardo ipotizzando danni per almeno 1,5 miliardi di euro.
Le azioni legali seguono la decisione di Vivendi di non procedere nell’accordo firmato l’8 aprile che prevedeva l’acquisizione dell’intera partecipazione di Mediaset in Premium e uno scambio del 3,5% delle azioni delle capogruppo.
Il gruppo di Bolloré, a fine luglio, dopo aver constatato uno stato dei conti della pay-tv peggiore del previsto, ha invece presentato una controfferta per solo il 20% della pay-tv con la possibilità di salire fino al 15% in Mediaset con un bond convertibile.
Ipotesi respinta subito con forza da Mediaset che ha definito “fantasiose e dilatorie le proposte proposte di accordi diversi dal contratto in essere”. Tanto più che l’accordo iniziale vietava espressamente a Vivendi per tre anni dal closing di salire oltre il 5% della società di Cologno Monzese.
Sarebbe proprio il timore di una zampata di Bolloré sul capitale di Mediaset ad aver irritato la famiglia Berlusconi, secondo quanto emerso sulla stampa vicina al Cavaliere nei giorni scorsi. Ossia di una scalata del finanziere transalpino fino ad una quota in grado di controbilanciare in qualche misura il 33,4% con il quale Finivest controlla il Biscione.
L’opinione corrente è però che nè Mediaset nè Vivendi vogliano risolvere la questione in Tribunale. Se da una parte i legali delle società sono al lavoro, dall’altra si è parlato di un ruolo per Telefonica, socio di minoranza di Premium con l’11%, mentre secondo il Corriere della Sera Mediobanca starebbe lavorando per trovare un terzo socio per la pay-tv, probabilmente un fondo, che possa rilevarne una quota al posto di Vivendi.
In sostanza sembra difficile a questo punto che il contratto possa essere onorato nei termini esatti stabiliti ad aprile. E l’aumento della pressione di Fininvest e Mediaset su Vivendi potrebbe essere funzionale a sollecitare una nuova proposta più vicina all’accordo iniziale, che Bollorè potrebbe portare già giovedì al Consiglio di amministrazione del gruppo francese.