25 agosto 2016 | 15:02

“Dobbiamo ritrovare la spinta innovativa degli ultimi anni”, dice Lapo Elkann. La sua Italia Independent (servizi di comunicazione) registra fatturato e margini in calo

(Sole 24 Ore) Un’azienda che dalla sua nascita, nel 2006, non aveva mai smesso di crescere, con un’accelerazione negli ultimi tre anni che l’aveva portata, a fine 2015, a sfiorare i 40 milioni di fatturato (39,63, +20,4% sul 2014), con un ebitda di 5,12 milioni (+41,4%). Parliamo di Italia Indipendent Group, che fornisce servizi di comunicazione (Independent Ideas) ma è sostanzialmente monoprodotto (occhiali) e che aveva “osato” affrontare un settore con alte barriere all’entrata e dominato dal leader mondiale, Luxottica.

Lapo Elkann (foto Panbianconews)

Lapo Elkann (foto Panbianconews)

Non solo: nel 2013 aveva scelto una strada poco battuta dalle Pmi italiane della moda (si veda anche l’articolo qui sopra), quotandosi sul segmento Aim di Borsa Italiana. Cofondata da Lapo Elkann e Andrea Tessitore, oggi rispettivamente presidente e amministratore delegato, Italia Independent è stata per dieci anni l’outsider di successo. «Siamo passati indenni, praticamente, dalla crisi economica globale iniziata nel 2008 e tutto sembrava andare per il verso giusto, tanto da studiare il passaggio al segmento Star – spiega Tessitore -. Ma dall’inizio di quest’anno è cambiato tutto, con una frenata a due cifre di ricavi e margini e forti perdite in Borsa. Uno shock: ci siamo subiti fermati per capire cosa stesse succedendo e per mettere a punto una nuova strategia per far ripartire l’azienda, all’insegna di una crescita di mediolungo termine che sia davvero sostenibile». I dati del primo semestre 2016, diffusi ieri a Borsa chiusa, indicano ricavi a 16,344 milioni rispetto ai 24,94 dello stesso periodo del 2015: al 30 giugno dello scorso anno la crescita era stata del 34,7%, ma in questo esercizio si è trasformata in perdita. Simile la situazione dell’ebitda, diventato negativo per 1,74 milioni contro il valore positivo di 3,98 milioni del primo semestre 2015. Di shock, come sottolineato da Tessitore, si tratta, per i vertici aziendali e per gli investitori: ieri il titolo ha chiuso invariato a 5,8 euro, ma negli ultimi sei mesi ha perso oltre il 70% . «In questi anni sono nati molti marchi nell’occhialeria, Independent ha fatto scuola – osserva l’amministratore delegato -. Crediamo sempre nella potenzialità del mercato degli occhiali con un forte contenuto di innovazione, come i nostri. Per questo il 9 settembre verrà varato l’aumento di capitale di circa 15 milioni, che sarà sottoscritto in larga parte da Lapo Elkann, azionista di maggioranza ». Patrimonializzazione che servirà da base al piano triennale messo a punto da Tessitore, che prevede razionalizzazione dei costi, la chiusura delle filiali all’estero o dei negozi non redditizi, ripensamento delle collezioni e investimenti nel canale wholesale e in particolare nel servizio agli ottici indipendenti. «Lo sbaglio è stato sottovalutare le difficoltà del mercato: se da una parte essere degli outsider è stato un fattore di successo, dall’altra ci ha penalizzati – conclude l’ad -. Abbiamo ricominciato, tutti, a studiare le dinamiche produttive e organizzative dell’occhialeria, assunto un nuovo direttore finanziario e ripreso a fare ricerca sui materiale in settori come l’automotive. Stiamo costruendo una struttura più efficiente e lavorando a nuovi progetti di partnership e licenze, ma torneremo a dare priorità assoluta al prodotto: occhiali made in Italy con prezzi che partono da 90 euro per arrivare a 200 e oltre e che si distinguono da tutti gli altri».