25 agosto 2016 | 18:50

Vivendi accusa Mediaset di aver gonfiato artificialmente i conti di Premium: da Cologno cifre non realistiche e attacchi mediatici lesivi

I dati di Mediaset Premium forniti dalla casa madre di Cologno Monzese a Vivendi erano “irrealistici” e con una base “gonfiata in modo artificiale”. E’ quanto ribadisce il gruppo dei media transalpino nella nota sui risultati semestrali, tornando così a rilanciare le sue accuse contro Mediaset dopo il mancato closing dell’operazione per la pay-tv, annunciato inizialmente ad aprile e naufragato dopo il passo indietro della media company francese alla fine di luglio.

L’acquisizione di Mediaset Premium, afferma Vivendi, “era basata su assunzioni finanziarie fornite da Mediaset a Vivendi nel marzo del 2016. Vivendi ha sollevato interrogativi su tali assunzioni e informato Mediaset. L’accordo siglato l’8 aprile è stato successivamente oggetto di una due diligence effettuata dalla società di revisione Deloitte ai sensi di quanto concordato contrattualmente. E’ diventato chiaro da questa revisione e dalle analisi di Vivendi come i dati forniti prima della firma dell’accordo non fossero realistici e fossero imperniati su una base gonfiata in modo artificiale. Ciò ha portato le due parti a tentare di rinegoziare i termini dell’accordo a giugno”.

Vincent Bollorè, presidente di Vivendi (foto Olycom)

Vivendi accusa poi Mediaset e Fininvest di aver “improvvisamente iniziato a lanciare attacchi sugli organi di stampa a detrimento degli interessi e dell’immagine di Vivendi”, mentre erano ancora in corso discussioni tra le due società. “Inoltre”, specifica ancora la nota ripresa dalle agenzie, “per quanto Vivendi abbia completato in maniera tempestiva il processo di pre-notifica della transazione con la Commissione Europea, la stessa Commissione non avrebbe accettato una documentazione formale mentre le parti stavano discutendo delle rispettive divergenze e in ogni caso è possibile che il via libera della Commissione non sarebbe stato ottenuto prima del 30 settembre, data in cui il contratto sarebbe scaduto”.

Nella nota presente poi anche un riferimento alla causa intentata dal Biscione che, secondo la media company francese, stando ai “documenti visionati finora in maniera informale”, dovrebbe prendere il via non prima “del 27 febbraio 2017″.

Nonostante i dissidi con Mediaset, ”La nostra ambizione resta quella di portare avanti la nostra strategia nell’Europa del Sud e l’Italia in quest’ottica e’ un paese chiave”, ha spiegato l’ad Arnaud de Puyfontaine, rifiutandosi però di commentare in dettaglio le strategie per il contenzioso con Cologno e le mosse a seguire. ”Vivendi e’ una compagnia che fa cio’ che dice e dice cio’ che fa. Noi abbiamo una reputazione per cui rispettiamo gli accordi che firmiamo”.

Passando ai conti registrati nel primo semestre 2016, l’utile netto è di 911 milioni di euro, in netto calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, 1,119 miliardi, che aveva però beneficiato di una plusvalenza di 1,206 miliardi di euro per la cessione di Gvt. Il fatturato, stando a quanto si apprende, è calato dello 0,9%, a tassi di cambio e perimetro costanti, a 5,044 miliardi di euro, “sostenuto dall’importante progressione dei ricavi legati agli abbonamenti e allo streaming di Universal”, precisa la società, “e dalle attività fuori dalla Francia del gruppo Canal+. Su quest’ultimo fronte, il primo semestre del 2016 ha sancito il sorpasso del numero di abbonati Canal+ fuori dalla Francia (5,727 milioni) su quelli nazionali (5,455 milioni).