Comunicazione

26 agosto 2016 | 16:59

Spese per alimentari, bevande e prodotti per la casa ai minimi storici in Europa nel secondo trimestre 2016. L’analisi di Nielsen sui trend della grande distribuzione (INFOGRAFICA)

La spesa dei consumatori per alimentari, bevande e prodotti per la casa ha fatto registrare a livello europeo una crescita pari ai minimi livelli. Questo il dato principale che emerge dall’analisi di Nielsen sui trend delle vendite nella grande distribuzione. Nel secondo trimestre 2016 i prezzi dei prodotti di largo consumo (FMCG – Fast Mover Consumer Goods) sono cresciuti anno su anno di appena lo 0,7% e, nello stesso tempo, i volumi hanno fatto registrare una variazione dello 0,1% – il valore più basso degli ultimi due anni.
Di conseguenza, spiega la ricerca, i fatturati dei distributori sono cresciuti dello 0,8% – il tasso minimo da quando sono state effettuate le misurazioni, a partire dall’ultimo trimestre 2008.

Fra i 21 Paesi rilevati in Europa, la Turchia è quello con la variazione di fatturato dei distributori maggiore (+8,9%) seguita da Norvegia (+3,5%) e Svezia (+3,2%). Sul fronte opposto della classifica, la diminuzione più sensibile è quella di Grecia (-7,2%) e Finlandia (-4,6%).

Dei cinque principali mercati europei (Spagna, Italia, Francia, Germania e Regno Unito) la Spagna ha fatto osservare la crescita di fatturato più alta (+2,1%), seguita da Italia (+1,2%). Il Regno Unito, al contrario, ha dovuto registrare la peggiore performance degli ultimi due anni (-1,6%), all’ultimo posto dei mercati maggiori e al terzultimo se considerati i 21 Paesi della rilevazione Nielsen.

“Il trend delle vendite del largo consumo fa registrare una frenata del ritmo di crescita osservato a fine 2015, nonostante sia in aumento la pressione promozionale e una variazione di segno negativo dei prezzi”, ha spiegato Romolo De Camillis, retail director di Nielsen Italia. “A questo concorre un mix di fattori sia a livello strutturale che congiunturale. Da una parte ci troviamo all’interno di uno scenario economico che, benchè abbia superato la fase recessiva, necessita di ulteriori segnali di positività, soprattutto in riferimento al mercato del lavoro e al potere d’acquisto delle famiglie. Dall’altra le tensioni internazionali e del sistema finanziario rallentano il livello della fiducia dei consumatori e quindi la propensione al consumo”.

“Un risultato storicamente così basso in tutta Europa è determinato da due fattori. Da una parte gli effetti negativi della Pasqua, cosa che non è avvenuta in uguale misura lo scorso anno, ma, soprattutto, la crescita molto contenuta in Francia e Germania e la sensibile frenata dei fatturati nel Regno Unito dovuta alla lotta accanita dei prezzi tra i distributori”, ha spiegato invece Jean-Jacques Vandenheede, retail director di Nielsen Europa. “Spesso è stata l’Europa meridionale ad essere responsabile della scarsa performance anche del resto del Continente. In questo caso, tuttavia, il Sud sta facendo abbastanza bene e il vero problema è rappresentato dai Paesi settentrionali”.

NB: La crescita nominale dell’Europa dello 0,8% è il risultato della somma della crescita dei prezzi pari al + 0,7% e della crescita delle vendite a volume pari al +0,1%

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