29 agosto 2016 | 18:00

Oggi il Tar del Lazio discute i ricorsi di Imh, Della Valle e Pirelli sull’Opas Rcs di Cairo

Il Tar del Lazio discuterà in camera di consiglio i ricorsi presentati qualche settimana fa da Imh, Diego Della Valle e Pirelli in merito all’Opas che ha consentito a Urbano Cairo di conquistare il controllo di Rcs. A fine luglio, il tribunale regionale aveva respinto la richiesta di annullare – previa sospensione dell’efficacia – il comunicato con cui la Consob aveva a sua volta deciso di non sospendere in via cautelare l’offerta mista carta/azioni presentata dall’editore sulla Rizzoli. Il Tar, specifica l’agenzia DowJones, non era però sceso nel merito della questione, limitandosi a non ravvisare quei presupposti “di estrema gravità e urgenza per la concessione della tutela cautelare monocratica avverso l’atto impugnato”. Sostanzialmente per il Tribunale, non era emerso alcun motivo valido per rimettere in discussione la decisione della Consob e – di riflesso – l’esito della contesa su Rcs.

Nella foto i componenti della cordata per Rcs capeggiati da AndreaBonomi, in alto con marco Tronchetti Provera. Sotto, da sinistra: Carlo Cimbri di UnipolSai, Diego della Valle e Alberto Nagel di Mediobanca

Per il patron di Tod’s, il vero bersaglio dell’affondo è proprio l’Authority presieduta da Giuseppe Vegas. Del resto, lui stesso aveva avuto modo di spiegarlo senza mezzi termini nel corso di una conferenza stampa organizzata pochi giorni dopo la conclusione della contesa che ha stravolto gli assetti della storica casa editrice milanese, concentrando nelle mani di Cairo oltre il 60% delle quote.

In quell’occasione, l’imprenditore marchigiano aveva stigmatizzato come la Consob, a suo parere, fosse “mancata pesantemente durante il periodo delle offerte. Sollecitata a fornirci risposte determinate, non ha mai replicato a nulla”. Un silenzio che non era andato giù a Della Valle e che lo aveva portato a chiedere alla Commissione di Vigilanza di “assumersi la responsabilità di dirci in modo compiuto come stanno le cose a norma di legge e farlo in tempi rapidi. Dobbiamo essere certi che ci siano controllori agili e precisi: io voglio andare fino in fondo, voglio che ci dicano la verità”. Nel concedere il semaforo verde all’azione di Urbano Cairo, a dire il vero, Consob si è anche lasciata le mani libere per un eventuale futuro intervento, qualora dovessero emergere elementi giudicati rilevanti a favore delle tesi sostenute dai ricorrenti. Al momento, su questo fronte tutto tace.

Imh, Della Valle e Pirelli si erano rivolti all’Authority (e anche alla Procura di Milano, che a sua volta ha aperto un fascicolo ipotizzando contro ignoti i reati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza) sollevando dubbi sul corretto svolgimento dell’Ops, poi trasformatasi in Opas a fil di sirena con una mossa che alla luce dell’esito finale della partita si è rivelata determinante. Le contestazioni mosse punterebbero il dito sul ruolo di uno degli advisor di Cairo, Equita, che nelle ore calde della contesa avrebbe svolto un ruolo di intermediazione attiva. Un lavoro ai fianchi di Imh e dei suoi soci – con Andrea Bonomi si erano schierati Unipol, Mediobanca, Pirelli e Della Valle – che avveniva mentre gli hedge fund iniziavano a consegnare a Cairo le rispettive quote. E’ probabile peraltro che i fondi speculativi siano stati persuasi a fare questa scelta anche dal parere sulla cosiddetta “Opa prevalente” rilasciato dai legali dell’imprenditore alessandrino (in pratica, secondo questi ultimi la cordata risultata perdente sarebbe stata costretta a ‘liberare’ i titoli che le fossero stati nel frattempo consegnati; di tutt’altro avviso erano naturalmente i soci di Imh). La prospettiva di non poter più incassare l’euro in contanti promesso dal pool dei soci storici della Rizzoli se questi ultimi – come poi effettivamente accaduto – avessero perso la partita, avrebbe in pratica influito in misura determinante sulle scelte dei fondi alternativi.

Va detto che neppure sul tema dell’Opa prevalente e sulla ‘bagarre’ a suon di interpretazioni che si era accesa intorno ad esso, la Consob ha ritenuto di dover intervenire. Per vederci chiaro, il Tar del Lazio ha comunque ingiunto all’Authority di inviare copia del verbale della seduta durante cui erano stati esaminati gli esposti di Imh e dei suoi soci. Documenti che sono stati effettivamente consegnati nelle scorse settimane e che costituiranno materia per la discussione di domani.