30 agosto 2016 | 17:29

Stangata Ue alla Apple. Il precedente scontro tra Monti e un big digitale costò a Microsoft una sanzione da 500 milioni di euro

L’Unione europea diventa Davide contro Golia se a duellare sono l’Antitrust Ue da una parte e colossi del calibro di Apple e Google (ieri Microsoft e probabilmente domani altri Ott) dall’altra. La stangata in arrivo per il colosso di Cupertino cui l’Irlanda ha concesso vantaggi fiscali non dovuti per un valore fino a 13 mld di euro concedendo, secondo la Commissione Europea, benefici “illegali secondo le regole sugli aiuti di Stato”, farà con tutta probabilità sembrare una semplice contravvenzione quella che l’Antitrust Ue commino’ a Microsoft per il sistema operativo Windows.

Mentre resta da vedere come si chiuderà il l procedimento aperto dalla Ue nei confronti di Google che nell’aprile scorso fu definita da Bruxelles dominante nei mercati dei servizi di ricerca generale su Internet, dei sistemi operativi per gli apparecchi mobili che si possono dare in licenza e negli app stores del sistema operativo mobile Android. Google detiene quote di mercato di oltre il 90% in ciascuno di questi mercati, preciso’ l’Antitrust Ue che comunque non ha ancora chiuso il procedimento.

Alla luce delle cifre contestate e che l’Irlanda dovrebbe recuperare da Cupertino, Microsoft, nel duello ingaggiato con l’allora commissario Monti se l’è cavata (relativamente) con poco. La società fondata da Bill Gates, accusata di abuso di posizione dominante pago’ nel 2004 una multa di 497,2 milioni di euro con l’obbligo di fornire una versione del sistema operativo senza il lettore multimediale. Nonchè di condividere le informazioni relative ai server con i rivali.

 

Nel febbraio del 2008 la commissione Ue inflisse una nuova multa di 899 milioni di euro a Microsoft per aver disatteso i patti sulla scelta del browser e non aver fornito quindi agli utenti del sistema Windows una vera libertà di scelta. A giudizio della Ue (commissario questa volta Neelie Kroes) Microsoft non aveva rispettato
la decisione del marzo 2004 (confermata nel luglio 2006 e poi dalla Corte di giustizia).

Ma il duello tra Ue e il colosso di Redmond ebbe un altro round. Nel 2009 Microsoft si impegno’ a consentire agli utenti di poter scegliere browser diversi da Internet Explorer, con un accordo valido per cinque
anni. Ma con l’arrivo di Windows 7 Service Pack 1, da febbraio 2011 a luglio 2012 Internet Explorer è tornato a essere il navigatore predefinito per milioni di europei. Nel marzo del 2013 questo costo’ alla società di Bill Gates una nuova sanzione per 561 milioni di euro. (AdnKronos)