31 agosto 2016 | 15:42

Il Washington Post promuove il bonus cultura per i 18enni del Governo Renzi: include, non marginalizza e porta il contrasto alla radicalizzazione a un livello diverso

Il Washington Post promuove il piano del governo Renzi per il bonus da 500 euro da spendere in cultura dedicato ai 18enni. In un articolo pubblicato sul sito del quotidiano di proprietà di Jeff Bezos, l’iniziativa viene definita ”senza precedenti” nel quadro delle disposizioni adottate da diversi paesi per contrastare la radicalizzazione dei giovani, portando l’attività di contrasto “a un diverso livello”.

Anche se i partiti dell’opposizione non hanno risparmiato le loro critiche al programma, gli esperti di anti terrorismo interpellati dal quotidiano hanno espresso pareri positivi, auspicandone una possibile maggiore efficacia rispetto ad altri sforzi del passato per contrastare la radicalizzazione dei giovani. La app che consentirà ai destinatari, definiti solo dall’età, non dall’etnia o dalla religione, di scegliere liberamente come spendere il bonus per esempio introduce un approccio che evita di esercitare pressioni ad aderire a un determinato programma e che per questo potrebbe rivelarsi efficace.

Tommaso Nannicini, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio responsabile dell’iniziativa

“E’ difficile dire quale può essere l’approccio migliore. Ma si può dire quali sono quelli sbagliati: un sistema di spia che stigmatizza ed esclude la gente. Bisogna fare attenzione a non marginalizzare e a fare in modo che la gente non si senta come obiettivo o come non desiderata”, ha sottolineato Maina Kiai, special rapporteur dell’Onu sui diritti alla libertà di riunione e associazione pacifica.

Negli ultimi tempi, ricorda il quotidiano, sono state messe in campo diverse soluzioni per prevenire la radicalizzazione dei giovani, a cominciare dal britannico ‘Channel’, programma che offre consiglio e supporto sociale ai giovani a rischio, ma che in molti, soprattutto musulmani, hanno criticato considerandolo un modo per seguire sospetti terroristi, o i bonus culturali proposti da Francia e Germania, comunque più limitati rispetto a quello italiano.