02 settembre 2016 | 18:48

Il GP d’Italia di F1 resta a Monza. L’accordo da 68 milioni di euro è per i prossimi tre anni, ma “spero si faccia qui per i prossimi cento”, dice Bernie Ecclestone. Decisiva la mediazione di Flavio Briatore

Pellegrino Alborese – «Ma allora arriva o non arriva?» Intorno alle 15, davanti al building dell’Aci all’autodromo di Monza, la domanda che gira è sempre quella. Soggetto sottointeso: il premier Matteo Renzi, al mattino impegnato a Cernobbio, per il primo pomeriggio atteso a bordo pista per la conferenza stampa sul tanto sospirato rinnovo del contratto da 68 milioni che assicurerà alla Formula Uno altri tre anni di Gran premio d’Italia. A porsela la nutritissima delegazione di giornalisti italiani accreditati: quelli stranieri restano in paddock a guardarsi le prove libere, le imprendibili Mercedes di Hamilton e Rosberg, le speranze di rivalsa ancora una volta tradite (almeno fino a questo momento) delle Ferrari di Vettel e Raikkonen.

«Arriva sicuro», sostengono i più smaliziati con il dito rivolto agli elicotteri di pubblica sicurezza che sorvolano la pista. Alla fine non arriva: Renzi corre a prendere l’aereo per il G20 di Cina. E la conferenza stampa delle 15 ha quattro attori: il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani, quello della regione Lombardia Roberto Maroni e i numeri uno di Fia Jean Todt e Formula One Management Bernie Ecclestone. Strette di mano, cenni d’assenso durante i rispettivi interventi e applausi scroscianti dell’uditorio. «Sono felice dell’accordo con Monza, c’è voluto tantissimo tempo per fare qualcosa che tutti sapevamo sarebbe accaduto. Il nuovo accordo riguarda i prossimi tre anni, ma spero che il Gp si faccia qui per i prossimi cento anni», commenta Ecclestone.

Ma non è ancora tempo e non è questo il luogo della firma: il nuovo contratto sarà sottoscritto a Londra, a quanto pare per motivi fiscali. Questo è piuttosto un “patto tra gentiluomini” sancito con una stretta di mano. Piuttosto chiari i contenuti: rispetto ai 68 milioni del deal, la Lombardia ne metterà sul piatto 5 all’anno che si affiancano ai 70 milioni in dieci anni a sostegno del parco di Monza. Il resto ce lo metterà l’Aci, con licenza di intercettare sponsor: il primo della lista è Heineken, gruppo olandese della birra che sponsorizza l’intero Mondiale e ha scelto la classica brianzola insieme con i Gp di Canada e Messico come brand events. Prende insomma forma una nuova Sias: la società continuerà a essere il soggetto organizzatore del Gp, ma avrà Aci come azionista di maggioranza e una partecipazione importante della Lombardia, mentre si ridimensionerà il ruolo dell’Automobile Club di Milano. Decisivo, per arrivare a questo punto, è stato il ruolo del governo Renzi: l’ultima legge di Stabilità consente infatti all’Aci di utilizzare tutte le proprie risorse, compresi i fondi del Pra. Con buona pace di Formula Imola, società di gestione dell’autodromo che ospitava il vecchio Gran premio di San Marino la cui reazione alla notizia è stata un ricorso al Tar del Lazio. Verdetto atteso per fine ottobre, per quanto nessuno sembri preoccuparsi più di tanto a riguardo. Anzi, è tempo di ringraziamenti: Sticchi Damiani ne rivolge uno speciale a Flavio Briatore, manager di lunga esperienza nel settore, presente in sala un po’ defilato: «Ci è stato vicino nei lunghi mesi di trattativa». Decisiva, secondo i bene informati, la sua amicizia di vecchia data con Bernie. Il capitalismo di relazione sarà anche in crisi, ma funziona maledettamente bene a bordo pista.