05 settembre 2016 | 17:22

I talk in tv? Al paese servirebbe un’altra informazione, dice il presidente Pd, Orfini: su temi importanti avere solo 90 secondi rende superflua e ridicola qualunque risposta

”Resto dell’idea che alla politica e all’informazione si dovrebbe chiedere di più”. Il presidente del Pd Matteo Orfini, in un post su Facebook, prende spunto dall’avvio del programma Rai Politics (e del relativo spot) per alcune considerazioni sui talk politici in tv.

”Ieri – scrive ripreso da AdnKronos - mi è capitato con colpevole ritardo di vedere lo  spot di Politics, la nuova trasmissione di approfondimento che su Rai 3 condurrà l’ottimo Gianluca Semprini. Nello spot il giornalista incalza il politico di turno con una domanda secca. Il politico argomenta ma non risponde e alla fine viene portato via a forza. A
domande precise, risposte precise – chiosa Semprini, con lo slogan manifesto della nuova trasmissione. Lo spot mi ha fatto un certo effetto e mi ha spinto a riflettere e mettere ordine a dei pensieri che mi giravano in mente confusamente da un po’. E che a ben vedere sono anche la ragione per cui da mesi vado molto poco in tv. Perché a
volte -molto spesso- il problema non è nella risposta. Il problema è nella domanda”.

Matteo Orfini (foto Olycom)

Matteo Orfini (foto Olycom)

“Prendete quello che ormai è diventato il modello per eccellenza dell’approfondimento politico: il format dei confronti Sky. Un luogo in cui chi si candida a guidare il paese (o una città o una regione) deve rispondere a domande su temi enormi (come si sconfigge la disoccupazione – come si riduce la povertà – come si fa la pace in medio oriente – come si risolve il problema del traffico) in 90 secondi. 90 secondi. Il che, se vogliamo essere onesti, rende superflua e ridicola qualunque risposta”, prosegue Orfini.

“Certo, l’alternativa non è migliore: il pollaio in cui devi litigare con qualcuno possibilmente, alzando la voce. Capiamoci, per la politica questo meccanismo è una manna dal cielo. Vi dico un segreto: è facilissimo stare in trasmissioni così. Ci vuole poco a prepararsi perché non si entra mai nel merito… basta pensare prima alle due o tre frasi a effetto che vuoi dire, buttarle lì al momento opportuno. Alzare la voce al momento giusto e il tuo lo hai fatto. Ma sapete perché è così facile? Perché non è politica – rimarca Orfini -
E, lo dico senza voler mancare di rispetto a nessuno, nemmeno informazione. È intrattenimento”.

“Si recita una parte. All’inizio quando ci stai dentro è divertente. E non fai caso al conduttore che ti fa segno quando non è inquadrato di stringere appena provi ad argomentare e approfondire qualcosa. Poi inizia ad annoiarti. Poi capisci che è sbagliato”.

”Ma davvero qualcuno -soprattutto chi fa servizio pubblico- pensa chequesta roba serva al paese? A un paese che semmai è malato – sostiene Orfini – di un eccesso di semplificazione nel dibattito pubblico, un paese che avrebbe un gran bisogno d riscoprire il gusto della complessità, delle sfumature?”, chiede il presidente dem

“Invece di provare a invertire la rotta, facciamo di tutto per trasformare lo spazio pubblico in uno show continuo – va avanti Orfini – cedendo alla logica binaria del social network in cui tutto si riduce a mi piace/non mi piace magari da strillare più forte possibile. Va bene tutto, ma non chiamatelo approfondimento. Non chiamatela informazione. Non a caso ormai i talk show finiscono per riempirsi di caratteristi che vengono scelti non per quello che  dicono, ma perché sono ‘più televisivi”’.

“Resto dell’idea che alla politica e all’informazione si potrebbe e dovrebbe chiedere di più. Certo -sottolinea il presidente dem – a provarci scopriremmo che sarebbe decisamente più complicato sia fare le domande che dare le risposte. E forse è proprio questo che spaventa. Ma allora diciamolo, senza nasconderci dietro la sciocchezza dei tempi televisivi, della capacità di comunicazione, della modernità dei format. Che di tempi e spazi -a volerli usare nel modo giusto- ce ne sarebbero in abbondanza. E per fortuna qualcuno ancora ci prova”.

“Ovviamente – conclude Orfini – in queste riflessioni nulla c’entra il programma di Semprini, che sicuramente sarà fantastico e non avrà nessuno dei difetti di cui ho scritto qui. A lui faccio l’in bocca al lupo più sincero, e mi scuso per aver preso spunto dal suo spot per queste riflessioni che hanno evidentemente un oggetto più generale”.