07 settembre 2016 | 16:55

Con ‘Top Chef’ su Nove dal 14 settembre arriva il talent culinario dove si sfidano cuochi professionisti. In Francia la finale ha registrato una share del 23%

Roberto Borghi – Un’infornata di tanti chef stellati in un solo programma tv non si era ancora vista. ‘Top Chef’, talent show culinario in onda su Nove dal 14 settembre ogni mercoledì alle 21.15, è riuscito a mettere insieme ben otto stelle nella sua giuria: Annie Féolde, Giuliano Baldessari, Moreno Cedroni e Mauro Colagreco, Un team eccezionale per un format  già rodato in una ventina di Paesi  e  che in Francia ha dato grandi soddisfazioni a Discovery dove la scorsa finale ha registrato una share del 23% e oltre 5 milioni di telespettatori.

‘Top Chef’ è un talent che ha la particolarità di mettere in competizione cuochi professionisti e non aspiranti o amatori. “E’ una competizione che ha una forza straordinaria, siamo certi entrerà negli occhi degli spettatori”, dice il direttore di Nove, Aldo Romersa.

Il vertice di Discovery Italia con i giudici del programma 'Top Chef'

Il vertice di Discovery Italia con gli chef-giudici, alla presentazione del programma ‘Top Chef’ su Nove dal 14 settembre

L’esordio italiano il 14 settembre andrà in simulcast su tutti i canali del gruppo guidato da Marinella Soldi, com’è accaduto con il recente ‘Bake off Italia’ accolto con un boom di ascolti.

Il programma prodotto da Magnolia è composto da una giuria d’eccezione guidata da Annie Féolde, madrina del gruppo e prima donna in Italia ad aver conquistato le tre stelle Michelin,  moglie del patron di Enoteca Pinchiorri di Firenze, e con Mauro Colagreco, italo-argentino chef  del Mirazur di Mentone, 6° miglior ristorante al mondo; Moreno Cedroni, considerato uno degli chef più visionari al mondo che opera a La Madonnina del pescatore, Clandestino e Anikò, e  Giuliano Baldessari, talento emergente della cucina italiana, chef del ristorante vicentino Aqua Crua.

Il talent prevede che il concorrente che riuscirà a superare tutte le sfide e a ottenere il titolo di “Primo Top Chef Italiano” si aggiudicherà il premio finale di 50mila euro.

Su DPlay.com, il servizio OTT gratuito del gruppo Discovery Italia, sarà online un canale dedicato (http://it.dplay.com/top-chef/). Oltre alle puntate complete da rivedere in streaming, tantissimi contenuti esclusivi: le biografie dei giudici e dei concorrenti, immagini di backstage, confessionali e tutte le ricette realizzate durante il programma, visibili anche dalla app di Dplay.

Social 
Sui social network, invece, si potranno condividere e commentare foto, video e altri materiali inediti utilizzando l’hashtag ufficiale #TopChefItalia attraverso i canali ufficiali di Top Chef:

• Facebook (https://www.facebook.com/TopChefItalia)
• Twitter (https://twitter.com/topchefitalia)
• Instagram (https://www.instagram.com/topchefitalia/)

Nicole Morganti, responsabile produzioni Discovery Italia, e Aldo Romersa, direttore del canale Nove

La scheda tecnica di Top Chef
Format internazionale ideato da Bravo Media LLC, è un programma scritto da Luca Busso, Nicola Lo Russo, Romina Ronchi con Giovanni Bagnari. Per Magnolia il produttore esecutivo è Alessandro Tedeschi; la regia di Alessio Muzi; la scenografia di Susanna Aldinio; il direttore della fotografia è Marco Sirignano. Per Discovery Italia, Nicole Morganti è la responsabile delle produzioni, Giovanni Bossetti è il produttore esecutivo.
Le cucine di Top Chef Italia non hanno prodotto inutili sprechi grazie alla partnership con Banco Alimentare (www.bancoalimentare.it).

I meccanismi del gioco
Top Chef è una sfida a eliminazioni. I 15 concorrenti iniziali vanno a diminuire con il susseguirsi delle sfide, che di volta in volta determinano chi deve lasciare la competizione. Il concorrente che riesce a superare tutte le sfide e a ottenere il titolo di “Primo Top Chef d’Italia” si aggiudica il premio finale di 50.000 euro. Oltre al premio finale, però, esiste la possibilità di accumulare degli ulteriori premi da 5.000 euro – uno a puntata – assegnati ai migliori di una serie di prove di puntata. La struttura base di una puntata di Top Chef Italia prevede:

• Prima prova: Quickfire Test. È la prima prova: partecipano tutti i concorrenti e determina un gruppo di migliori (che si salvano e accedono direttamente alla seconda parte della puntata) e un gruppo di peggiori (a rischio di eliminazione). In ogni Quickfire Test gli chef gareggeranno individualmente e si troveranno sempre di fronte a una scelta iniziale: due cloches che contengono due ingredienti diversi. Tra i migliori solo uno, con decisione insindacabile dei giudici, si aggiudica il premio di 5.000 euro e un vantaggio nella terza prova di puntata. Il peggiore tra i peggiori, invece, viene mandato direttamente alla sfida successiva che lo mette a rischio eliminazione.
• Seconda prova: Cook Off. È un vero duello. La prima sfida eliminatoria della puntata. Il perdente del Quickfire Test decide chi vuole sfidare tra i concorrenti decretati peggiori. Per “condannare” l’avversario alla sfida pianta il coltello sul tagliere della sua postazione. Come in ogni duello che si rispetti lo sfidato ha la possibilità di scegliere l’arma: sarà lui a decidere il tema o l’ingrediente con cui si dovranno confrontare. Al termine della prova uno dei due chef abbandona il sogno di diventare primo Top Chef italiano.
• Terza prova: Esterna. In questa prova i concorrenti (divisi in squadre, in coppie o individualmente) sono chiamati a confrontarsi con piatti o tecniche legati al territorio che li ospita, utilizzando eccezionali ingredienti locali, sullo sfondo di ambientazioni uniche. Nella fase dell’assaggio, grandi personalità locali aiutano, con le loro storie e le loro competenze, i nostri 4 giudici a stabilire i vincitori. Questi ultimi sono salvi e accedono direttamente alla puntata successiva, mentre i perdenti sono a rischio eliminazione.
• Quarta prova: Final Blade. È l’ultima sfida della puntata, quella che determina il secondo eliminato della serata. Per rimanere in gara, gli aspiranti Top Chef dovranno dare il meglio di sé nelle sorprendenti prove proposte dai 4 giudici.

 

La giuria di Top Chef

ANNIE FÉOLDE
Ristorante Enoteca Pinchiorri, Firenze

È la prima donna in Italia ad aver conquistato tre stelle Michelin (e la quarta al mondo). Annie Féolde è un grande nome nel panorama della ristorazione italiana, e non solo. La chef e moglie del patron di Enoteca Pinchiorri, vola spesso in Giappone, dove segue da più di 20 anni il ristorante gemello del suo locale fiorentino e da poco anche a Dubai, per imprimere la sua nota personale al The Artisan by Pinchiorri. Nata in una famiglia di albergatori, Annie si era ripromessa fin da bambina di condurre una vita meno stressante di quella dei suoi genitori. Crescendo, però, la passione per la cucina ha avuto la meglio. Tutto ha inizio nel 1972, quando Annie ha cominciato a preparare qualche stuzzichino per accompagnare i vini che Giorgio Pinchiorri – direttore-sommelier di un’importante enoteca fiorentina – presentava con tanta competenza. Ma era solo l’inizio di una grande avventura che dura ancora oggi. Dopo 7 anni, nel 1979, Annie e Giorgio hanno rilevato l’attività e l’Enoteca Pinchiorri è diventata un vero e proprio ristorante. Annie si ritrova a cucinare piatti sempre più complessi e, per riuscirci al meglio, divora libri di cucina e va a osservare lo stile di alcuni grandi colleghi. Nelle cucine dell’Hotel Negresco di Nizza, al Ristorante San Domenico di Imola e a La Bonne Auberge di Joseph Rostang ad Antibes ha l’opportunità di imparare il giusto modo di muoversi in cucina. Annie Féolde è stata scelta dal comitato organizzatore Expo, nell’ambito del progetto La Toscana si racconta, come testimonial della regione.

 

GIULIANO BALDESSARI
Ristorante Aqua Crua, Barbarano Vicentino (VI)

Giuliano Baldessari è nato a Trento nel 1977, ma è cresciuto a Roncegno Terme, un tempo centro termale importante per la provincia trentina. Circondato da alberghi e ristoranti, è lì che si è sviluppata la passione di Giuliano per la cucina e per l’ospitalità. Terminati gli studi si è fatto le ossa fra il Grand Hotel Terme di Sirmione, il Miramonti Grand Hotel di Cortina D’Ampezzo, l’Hotel Villa D’Este di Cernobbio e girando il mondo sulle navi da crociera. Tornato in Italia ha lavorato per più di due anni come chef de partie da Aimo e Nadia a Milano, per poi trasferirsi in Francia alla corte di Marc Veyrat come demi chef de partie prima all’Auberge de L’Eridan ad Annecy e, successivamente, a La Ferme de mon Père, di Mègeve. È proprio in Francia, a Parigi, che Baldessari ha incontrato Massimiliano Alajmo, che lo ha voluto come sous-chef alle Calandre nel 2003. Dal maggio di quell’anno e per 10 anni Baldessari è stato il braccio destro di Alajmo. Nell’estate del 2013 Baldessari ha deciso di tentare la grande avventura e di aprire un locale tutto suo. Il caso lo porta a innamorarsi di un vecchio stabile abbandonato nel centro di Barbarano Vicentino. È lì che ha aperto le porte l’Aqua Crua, il primo ristorante di Giuliano Baldessari. In poco più di un anno la sua creatura riceve il premio Miglior Cucina Creativa dell’Alpe Adria dalla Guida Magnar Ben, si aggiudica lo Sparkling Menu di Villa Franciacorta e gli viene riconosciuta la sua prima stella Michelin.

 

MORENO CEDRONI
La Madonnina del pescatore, Marzocca di Senigallia (AN)

Moreno Cedroni è considerato uno degli chef italiani più innovativi, un vero enfant terrible della cucina internazionale che gioca tra le radici della tradizione e la vivacità del proprio spirito visionario. Nato ad Ancona nel 1964, ha aperto appena ventenne La Madonnina del Pescatore, il ristorante che gli ha fatto conquistare 2 stelle Michelin (la prima nel 1996 e la seconda nel 2006) e una miriade di altri riconoscimenti: dal sole di Veronelli nel 1999, alle tre forchette del Gambero Rosso del 2000, passando per lo svedese Kungsfenan Seafood Award e l’inserimento nella classifica dei 10 migliori ristoranti di pesce d’Europa del Wall Street Journal (2012). Nel 2000 ha inaugurato a Portonovo (AN) il Clandestino Susci Bar. Ospitato in una spettacolare baia nel Parco del Conero, il locale è diventato il regno del suo “susci”, ovvero il modo innovativo con cui Cedroni ha reinterpretato il pesce crudo e che è anche il tema del suo primo libro Sushi & Susci (edito dalla biblioteca Culinaria nel 2001). Nel 2003 ha cominciato a produrre nel laboratorio Officina le sue rinomate conserve gourmet e nello stesso anno ha aperto a Senigallia (AN) la prima salumeria di pesce al mondo, Anikò. Nel gennaio del 2004 ha dato alle stampe Multipli di venti, il libro che racconta i primi venti anni della sua storia. È invece del 2011 Maionese di fragole (Mondadori), il libro di narrativa che insegna come far mangiare le verdure ai bambini. Nel 2014 è uscito il suo libro più recente, Susci più che mai, edito da Giunti, ed è stato nominato Ambassador per l’Expo 2015.

 

MAURO COLAGRECO
Ristorante Mirazur, Menton (Francia)

Italo-argentino d’origine, classe ’76, Mauro Colagreco è lo Chef-Padrone del ristorante Mirazur, a Menton, in Costa Azzurra. Ha iniziato la sua formazione presso la scuola Gato Dumas, a Buenos Aires. È qua che ha iniziato a muovere i primi passi in alcuni dei ristoranti più rinomati della città. Nel 2001 è volato in Francia per uno stage da Bernard Loiseau. Successivamente, ha lavorato a Parigi con Alain Passard a l’Arpège, con Alain Ducasse all’Hotel Plaza Athénée e presso il Grand Véfour. Nel 2006, Colagreco si è stabilito a Menton, dove ha aperto il Mirazur, in un edificio degli anni 50 a picco sul mare con una straordinaria vista panoramica sul Mediterraneo. A poco più di sei mesi dall’apertura, lo chef è stato nominato Rivelazione dell’anno, della guida Gault Millau. A neanche un anno dall’apertura, nel 2007, il Mirazur ha ottenuto la sua prima stella Michelin. È solo l’inizio di una lunghissima serie di riconoscimenti internazionali. Nel 2008, il ristorante di Colagreco ha fatto il suo ingresso nella lista dei migliori ristoranti al mondo, The World’s 50th Best Restaurants. Nel 2009 Colagreco è stato nominato Cuoco dell’anno dalla prestigiosa guida Gault & Millau, primo chef non francese a ricevere il titolo. Nel 2010, Mirazur ha ottenuto 4 “toques” Gault & Millau. Nel febbraio 2012, lo chef ha ricevuto la sua seconda stella Michelin ed è stato insignito dal governo francese del titolo di Chevalier des arts et des lettres. È per questo che Francois Hollande ha scelto Colagreco per accompagnarlo nella visita al Presidente argentino Mauricio Macri. Con una scalata impressionante, nel 2016, è arrivato a occupare il posto numero 6 nella lista The World’s 50th Best Restaurants.