07 settembre 2016 | 17:09

La Rai deve essere una banca di notizie ma l’informazione è appiattita su posizioni di governo, dice Freccero in Commissione di Vigilanza. La replica di Siddi: visione catastrofista, esiste pluralismo

Botta e risposta tra i consiglieri Rai Carlo Freccero e Franco Siddi durante l’audizione in corso oggi in Commissione di Vigilanza, alla quale partecipano la presidente Monica Maggioni e i membri del Cda di Viale Mazzini. I due hanno preso posizioni diverse sulla situazione dell’informazione offerta dal servizio pubblico, rea secondo Freccero di essersi appiattita sulle posizioni di Governo.

“Dicendo ‘fuori i partiti dalla Rai’ Renzi sembrava volere fare uscire la politica dal Servizio Pubblico, ma la lottizzazione garantiva ancora pluralismo. Oggi invece se la politica non si vede più in Rai non è perché non ci sia più, ma perché la Rai è appiattita su posizioni di governo”, ha detto Freccero, puntando il dito contro “la nuova concezione di informazione della Rai” basata”sul marketing, per cui l’unica notizia va cucinata in salse diverse”, quando invece “l’atto di indirizzo della riforma dell’informazione Rai messo a punto dalla Vigilanza conferisce al pluralismo un valore in sé”. “Proprio il pluralismo ha garantito alla Rai la supremazia dell’audience.”, ha detto. “In che modo il piano di informazione Rai risponde alle direttive della Vigilanza?”, ha chiesto Freccero secondo il quale il “pluralismo, assente dalla politica, deve invece restare almeno come valore culturale, e questo ruolo compete alla Rai come servizio pubblico”.

Nella foto Carlo Freccero e Franco Siddi

“Io invece ritengo che la Rai, con un’idea di informazione legata al marketing, rischi di perdere il primato nelle tv generaliste con un flop anche sul digitale. La Rai deve essere invece una banca inesauribile di notizie, cercando un pubblico attivo. Finché la Rai è finanziata dal canone deve svolgere un ruolo di servizio pubblico e rispettare tutte le posizioni. Nel caso invece che si pensi di renderla gradita al mercato per venderla, basta abolire il canone”. ”Oggi – ha concluso – siamo alla vigilia del referendum e credo che la Rai debba riscoprire totalmente la sua funzione di servizio pubblico”.

“Freccero ha una visione catastrofica del servizio pubblico e dell’informazione Rai e non mi pare che questa sia la stagione dell’epurazione, semmai quella degli epurati che ritornano in Rai”, la risposta di Siddi. “Sulle valutazioni politiche bisogna vedere se ci sono squilibri, ma io vedo invece che pluralismo oggi non è più in forza della rappresentanza dei partiti, ma su temi specifici, e la Rai in questo sta tentando di dare voce al Paese nella sua realtà più complessa”.

“Sta partendo una nuova stagione – ha sottolineato Siddi – e i processi alle intenzioni non spettano a noi. La sensibilità sul pluralismo oggi è più diffusa e attenta ai fatti reali. Si tratta di vivere una condizione nuova del pluralismo e di come è vissuto dalla gente e dal paese”.

“Questa divergenza di opinioni tra me e Freccero”, ha rimarcato Siddi, “dimostra che anche il Cda è un luogo dove si esprime pluralismo. Siamo in una fase sperimentale, e la sperimentazione della nuova governance non è un fatto semplicissimo. Abbiamo una Rai più libera da vincoli burocratici e politici, ma l’azienda Rai non è come tutte le altre aziende, deve essere anche pop e sconta problematiche sul piano operativo non semplici”, ha concluso.