07 settembre 2016 | 18:23

La Rai non è espressione di una voce unica ma rispetta il pluralismo. Le nomine? un valore aggiunto. La presidente Maggioni: percorso editoriale condiviso con la Vigilanza. Il nostro obiettivo è diventare media company con al centro il digitale

“La Rai non è espressione di una voce unica. Il pluralismo lo rispettiamo facendo bene il nostro lavoro, ed è una questione culturale, molto più complessa di un sì o un no al referendum”. A dirlo la presidente Rai, Monica Maggioni, di fronte alla commissione parlamentare di Vigilanza, in merito alla questione del rispetto del pluralismo nel servizio pubblico durante la campagna elettorale per il prossimo referendum. “La Rai deve essere equa nelle rappresentazioni politiche e deve saper spiegare, dando contesti e modalità di comprensione. E’ un servizio pubblico”, ha proseguito nel corso dell’audizione alla quale non ha partecipato Roberto Fico, presidente della Vigilanza.

Monica Maggioni, presidente Rai (Foto: Olycom)

Maggioni ha parlato anche delle nomine di inizio agosto: “Posso solo dire che hanno portato a un aumento di valore in termini di capacità di lavorare in squadra e di promozione del marchio Rai. Basta guardare l’eccellente lavoro di copertura fatto dall’azienda in occasione del terremoto”. “La Rai – ha aggiunto – deve essere in grado di spiegare, di far capire il contesto, questo e’ il ruolo del servizio pubblico”. In relazione alla legge di riforma della Rai, la presidente ha poi voluto sottolineare che è un “cortocircuito il fatto che la commissione parlamentare di Vigilanza chieda a me di valutarla. Io sono abituata a rispettare le leggi, non a commentarle”.

In merito al piano editoriale in fase di elaborazione, presentato il 3 agosto, Maggioni ha parlato dell’intenzione di fare un percorso condiviso con la commissione, “dividendo il lavoro in varie tappe da presentare da qui a gennaio”. Sottolineando la volontà di trasformare sempre di più la Rai in una “media company che metta al centro il digitale”, la presidente parlando di riorganizzazione delle news ha invitato i consiglieri di amministrazione e i membri della commissione a “spostare gli occhi dalla televisione verso altri luoghi. “In tv l’informazione è molta, ma c’è anche negli ambienti digitali, su pc, tablet e smartphone. Lo stiamo facendo, ed è un dato di fatto non una promessa”. In merito alla trasparenza, presentando alla commissione i tomi contenenti i nomi di tutti gli ospiti – pagati e non – che hanno partecipato da gennaio a luglio 2016 alle trasmissioni Rai, la Maggioni ha ribadito che “presto tutti i nominativi saranno messi online per poter essere consultati”.

“I precari sono una questione centrale per l’azienda e presto daremo risposte, anche in merito alle loro retribuzioni che devono essere più eque”. “Attendiamo tra pochi giorni i dati della nuova modalità di raccolta del canone, così anche noi avremo una prima risposta sui cambiamenti apportati dalla riforma e sui numeri dell’evasione”, ha aggiunto.

Maggioni si è anche soffermata sui risultati ottenuti con la trasmissione delle gare delle Olimpiadi di Rio, citando le 27 dirette in contemporanea sui diversi canali digitali. “La copertura e’ stata di notevole successo” anche per “l’interazione con i nostri utenti”, ha detto ricordando gli 800mila download dell’app “in un colpo solo”. “Rai Play lanciata in questi giorni e’ un’innovazione significativa, si puo’ vedere tutto quello che sta accadendo live, c’e’ la biblioteca… Tutto questo è nel canone, non ci sono costi ulteriori”.

“In questi giorni stiamo aspettando di avere i numeri reali per quanto riguarda il ricavo da canone di quest’anno, e avere un’indicazione precisa sul panorama finanziario all’interno del quale siamo in grado di muoverci”, ha detto in chiusura.