08 settembre 2016 | 18:25

Nasce a Torino l’Associazione amici del Salone del Libro. Ernesto Ferrero: la scelta di Milano un errore che costerà caro. Critico Giuseppe Laterza che si astiene dal voto: con due saloncini ci facciamo male

Nasce un’Associazione di editori a favore del Salone del libro di Torino, che si chiamera’ “Amici del Salone del libro”. E’ la decisione scaturita nel corso della riunione di oltre un centinaio di editori, tra cui Sellerio e Laterza, presenti a un incontro a Torino. La costituzione dell’Associazione è stata votata a grande maggioranza, tra gli astenuti Giuseppe Laterza. Scopo dell’Associazione sostenere la manifestazione torinese e partecipare all’organizzazione della prossima edizione del Salone.

“Non stiamo staccando un assegno in bianco a favore del Salone del libro di Torino”, ha detto Gaspare Bona di Instar Libri, che ha moderato l’incontro al Circolo dei lettori di Torino. “Stiamo appoggiando qualcosa che riteniamo preziosissimo come il Salone di Torino a cui vogliamo portare il nostro contributo”.

L’incontro, a cui ha partecipato oltre un centinaio di editori, nasce, riporta l’Agi, dal documento “Andiamo a Torino”, che ha raccolto moltissime firme dopo la decisione dell’Aie di organizzare un’iniziativa per il libro a Milano.

“Siamo qui”, ha detto ancora Bona, “per esprimere il sostegno al Salone, per trovare formule per cui gli editori dialoghino con la Fondazione per l’organizzazione e la gestione della manifestazione. Vogliamo che la nostra partecipazione sia piu’ forte che in passato”.

Tra gli obiettivi degli editori presenti all’incontro di Torino “partecipare alla riunione con il ministro Franceschini in programma il prossimo 12 settembre”.

Giuseppe Laterza (foto Olycom)

“Pensavo che nella riunione di oggi si affrontasse il tema di come si promuove la lettura”, ha detto Giuseppe Laterza. “Se l’obiettivo è solo fare un’Associazione a favore del Salone di Torino non mi interessa”. “A Torino”, ha osservato, “ci sono stati rilevanti problemi di gestione che sono uno degli strumenti attraverso cui il presidente dell’Aie Motta si è fatto forte. Il rischio è che andando con due saloncini ci facciamo profondamente male perchè non teniamo conto che bisogna condividere la battaglia per la lettura nel nostro Paese”.

La scelta di Milano per il prossimo Salone “credo sia stato un errore che costerà caro. Questo ci deprime perchè fa capire il livello di deriva a cui si è arrivati”. Lo ha detto Ernesto Ferrero, direttore del Salone del libro nelle precedenti edizioni, intervenuto alla riunione degli editori indipendenti al Circolo dei lettori di Torino.

Ernesto Ferrero (foto Olycom)

“In tutti questi anni”, ha detto Ferrero rivolto agli editori presenti, “è stato bellissimo lavorare con voi e per voi, che siete una delle poche forze sane in un Paese che si sta disgregando ogni giorno di più”.

Ferrero ha poi colto l’occasione di ‘togliersi qualche sassolino’ rispetto alle gestioni passate: “i problemi economico finanziari della Fondazione – ha spiegato – nascono dal fatto che le istituzioni hanno gentilmente obbligato la Fondazione a sottoscrivere contratti con il Lingotto particolarmente onerosi. La Fondazione lavorava così praticamente a titolo gratuito con la necessità di contributi pubblici. Ma se questi sono insufficienti o con due anni di ritardo si crea un grande squilibrio che nessun amministratore sarebbe in grado di gestire”.

Per Ferrero “è stato molto vile attribuire tutte le colpe al presidente Picchioni e dipingere la Fondazione come un luogo di malaffare”. “Oggi – ha concluso – i problemi restano rilevanti: le passività accumulate pesano. Bisogna muoversi e fare qualcosa di veramente utile ai vari componenti della filiera e soprattutto ai lettori”.

“Spero che si possa partecipare a entrambi i Saloni. Certo molto dipenderà dal senso che si vorrà dare alla manifestazione di Torino. Ci vorrà creatività e innovazione”. Lo ha detto Alessandro Monti, direttore operativo Feltrinelli. Pur giudicando positiva la nascita dell’Associazione ‘Amici del Salone del libro di Torino’, Feltrinelli non vi aderirà. “Penso sia utile e anche bello il fatto che tanti editori sostengano il Salone di Torino – ha spiegato Monti -. Certo dipenderà dalla forza dell’idea che si riuscirà ad esprimere. Quello che mi preoccupa è la complessità burocratica rispetto ai tempi rapidi necessari per l’organizzazione”.

“Abbiamo lavorato in questi mesi in Aie – ha detto ancora il rappresentante di Feltrinelli – perchè venisse riconosciuto il valore di un Salone a cui siamo molto affezionati. Dobbiamo rispettare la votazione, che e’ stata democratica. Continueremo a lavorare perchè il conflitto sia il più limitato possibile. Il nostro atteggiamento è positivo e di disponibilità verso Torino. Bisognerà fare valutazioni su progetto e costi”.