12 settembre 2016 | 10:54

Creare un unico grande Salone per evitare una figuraccia internazionale. La proposta del Ministro Franceschini al tavolo di mediazione tra Milano e Torino per il futuro della manifestazione libraria

“Due piccole fiere in un mercato del libro già fragile? Così rischiamo una colossale figuraccia internazionale”. Intervistato da ‘Repubblica’, il ministro Dario Franceschini, anticipa la proposta di mediazione che presenterà oggi al tavolo intorno al quale siederanno tutti i protagonisti della querelle scoppiata tra Milano e Torino sul futuro del Salone del Libro e culminata con lo strappo che ha portato Aie a creare con Fiera Milano una nuova società per organizzare eventi dedicati alla lettura.“Diciamo che l’Aie non ha dato prova del massimo garbo nei confronti delle istituzioni. Il Mibact e il Miur entrano nella Fondazione in febbraio. Pochi mesi dopo l’Aie annuncia di voler fare una fiera a Milano, praticamente a cose fatte”. “Ci poteva essere un atteggiamento diverso”, spiega il ministro Franceschini che poi illustra nel dettaglio la sua idea: “creare un unico grande Salone, da tenersi contemporaneamente a Milano e Torino, con una stessa governance e dunque una stessa società”. Per i due ministeri, Franceschini delinea un ruolo da azionisti, “anche con un impegno finanziario più forte”, mentre la governance sarebbe affidata agli editori. Nella sua idea però sarebbero coinvolti a pieno titolo anche librerie, biblioteche e scuole.

Dario Franceschini, ministro dei beni culturali (foto Olycom)

Se la mediazione non raggiungesse lo scopo il Mibact, che nel febbraio scorso è entrato insieme al Miur nella Fondazione torinese del Salone  del Libro, resterebbe aTorino? “Ma certo”, ha concluso il ministrom “ci siamo appena entrati. Noi questa situazione non l’abbiamo voluta ma subita: su questo non ci possono essere equivoci. A quel punto ci adopereremmo per rafforzare il Salone torinese. E chi dice no, senza avanzare proposte alternative, si assume la responsabilità di dividere un mercato già debole. Poi alla fine tracceremo un bilancio”.