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12 settembre 2016 | 18:05

Il calcio in Italia dipende dai diritti tv per il 20% in più rispetto alla media delle 10 top leghe europee. E una partita della Nazionale genera ricavi per 3,2 milioni (INFOGRAFICHE)

Il calcio italiano dipende dai diritti tv per il 20% in più rispetto al resto delle altre leghe europee. Lo hanno messo in luce i dati contenuti nella 6a edizione del ‘ReportCalcio’, lo studio della Figc sviluppato in collaborazione con l’Agenzia di ricerche e legislazione (Arel) e PricewaterhouseCoopers (Pwc).

Come illustrato dal grafico qui sopra i ricavi da diritti tv e plusvalenze in Italia valgono il 57% della produzione aggregata che ammonta complessivamente a oltre 2,6 miliardi di euro.

Tuttavia, nel confronto Serie A e 10 Top League europee è ancora più evidente a dipendenza del calcio italiano dai ricavi da diritti tv. L’incidenza media dei ricavi da diritti tv nei primi 10 campionati europei è pari al 37% contro il 58% dell’Italia. Il resto proviene ricavi commerciali, stadio e altro genere di ricavi.

Nel 2015 i ricavi da diritti televisivi relativi alle Nazionali italiane hanno toccato i 35,1 milioni di euro; in media ogni partita disputata dalla Nazionale A maschile genera ricavi in termini di diritti tv pari a 3,2 milioni di euro, con un’audience media di 6,6 milioni di telespettatori e uno share del 26,8%.

Significativo è il livello di internazionalizzazione: il 65% delle partite giocate dalle Nazionali italiane nel 2014-2015 sono state disputate all’estero.

Mentre il numero complessivo di telespettatori che hanno assistito a livello mondiale nel 2015 a programmi contenenti immagini e contenuti relativi a Nazionale A e Under 21 (audience cumulata) è stato invece pari ad oltre 1,1 miliardi (la partita con la più alta audience è stata Italia-Croazia del 12 giugno 2015, con oltre 90 milioni di telespettatori).

La durata delle trasmissioni è stata superiore alle 507 ore, con una visibilità per gli sponsor Figc di oltre 266. Considerando i canali digitali ufficiali Figc, emerge inoltre come al 31 dicembre 2015 il 69% degli oltre 4,1 milioni di fan su Facebook provengano dall’estero, mentre tale percentuale si attesta al 61% sui profili Twitter.

Dal punto di vista commerciale, spiega la Figc, l’82% delle vendite nette di merchandising ufficiale Figc-Puma viene sviluppato all’estero (i principali mercati stranieri sono rappresentati da Stati Uniti, Francia ed Emirati Arabi).

Mentre il movimento economico complessivo del calcio italiano produce un giro d’affari stimabile in circa 13,7 miliardi di euro, dato in crescita negli ultimi 10 anni di oltre il 50%.

Il calcio professionistico italiano rappresenta il settore di maggior rilevanza in termini economici. Si tratta inoltre di un sistema che ha prodotto negli ultimi anni un trend di crescita estremamente significativo.

Considerando la Serie A, il fatturato aggregato è passato dagli appena 8,5 milioni di euro del 1920-1921 (primi dati ufficiali, attualizzati in base agli indici Istat) ai 2,2 miliardi di euro del 2014-2015. Un trend in controtendenza rispetto al clima economico generale del Sistema Paese: solo negli ultimi 20 anni, il fatturato è cresciuto in media all’anno del 6,1%, mentre il PIL italiano non ha superato il 2%.