13 settembre 2016 | 10:27

Il diritto alla privacy non autorizza attacchi, dice il segretario Fnsi Lorusso, dopo le parole di Virginia Raggi contro giornalisti e fotografi

“Virginia Raggi comincia a pagare il prezzo della notorietà che le deriva dall’essere la prima cittadina di Roma. Resta fermo il suo diritto alla privacy, ma come tutti i personaggi pubblici anche la sindaca deve rassegnarsi a vedere fortemente limitata la propria sfera di riservatezza, pur sempre nei limiti nel rispetto delle persone”. Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, interviene sulle polemiche scaturite dopo il post in cui Virginia Raggi, sindaco di Roma, ha criticato fotografi e giornalisti appostati sotto casa sua. “Cosa vi hanno ordinato di catturare oggi?”aveva scritto Raggi nel suo sfogo, chiosando con un “mi fate un po’ pena”.

Raffaele Lorusso (foto Assostampa)

Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi (foto Assostampa)

“Una cosa è il diritto di cronaca, altra cosa è un tipo di comportamento degli operatori dell’informazione che si caratterizza come ‘invasivo’ della sfera personale o addirittura spinge a violare la privacy. Sarebbe inammissibile. D’altra parte, però”, ha sottolineato Lorusso, “pur comprendendo lo stato d’animo della sindaca, non credo che si debba eccedere nell’utilizzo di aggettivi e termini come ha fatto in questo caso. E del resto non è certo la stampa a mettere sotto pressione Virginia Raggi”.

“Chi fa informazione deve pur valutare quale sia l’interesse dell’opinione pubblica a conoscere certi fatti”, ha rilevato il segretario Fnsi. “Certo, chi sta lì sta lavorando, però è anche vero che il rispetto del lavoro si ottiene anche concentrandosi su ciò che può davvero aiutare i cittadini a formarsi un’opinione, e ritengo che il fatto che un amministratore pubblico – chiunque sia – trovi il tempo per occuparsi dei propri figli non sia una notizia”.