13 settembre 2016 | 17:33

Crescita continua per il mercato dei podcast negli Usa. Sono 57 milioni i cittadini che ne scaricano almeno uno al mese, il 70% su smartphone. Un mix di old e new media che piace non solo alle emittenti radiofoniche

Continua la crescita dei siti di podcast negli Stati Uniti. Come, per esempio, Podcastone o Pineapple Street Media. Veri e propri collettori di file audio, video o altro formato, che spesso si appoggiano a delle app per consentire all’utente di scaricare puntate, documentari, interviste o altri contenuti da ascoltare e vedere sia su desktop che su smartphone o altro dispositivo mobile.

Secondo Nieman Lab, che ai podcast ha dedicato diverse inchieste, sono 57 milioni i cittadini americani che già consumano almeno un podcast al mese e la raccolta del settore è cresciuta del 48% nel 2015. Mentre a partire da quest’anno e fino al 2020 le previsioni dicono che il settore potrebbe crescere a un tasso pari al 25% l’anno.

Nella foto, da in alto a sinistra, in senso orario: Jenna Weiss-Berman cofounder di Pineapple Street Media; Norman J. Pattiz, fondatore di Podcastone; Max Linsky, cofounder di Pineapple Street Media; Jack Shapiro di Radiopublic (Foto: Twitter).

La cifra dei prodotti podcast, come ben sintetizzato in un tweet di Jenna Weiss-Berman, cofounder di Pineapple Street Media dopo aver lasciato Buzzfeed Audio, è quella di rappresentare un punto d’incontro tra “old” e “new media”. E non è certo un caso che a guardare con interesse al mondo dei podcast siano anche le radio.

Npr, il network di radio nonché sito leader dei podcast a stelle e strisce, oggi guadagna 10 milioni di dollari grazie ai podcast e detiene una quota di mercato in doppia cifra. Ma “la cosa più interessante”, secondo il responsabile della raccolta pubblicitaria, Bryan Moffett, è che “abbiamo superato la crisi e stiamo cominciando a crescere”.

Secondo Jake Shapiro di Radiopublic, invece, è cominciata la “terza onda” per i podcast: la prima, tra il 2004 e il 2006, ha coinciso con l’avvento di iTunes che ha fatto da volano ai podcast; la seconda, dal 2008 al 2014, ha visto il successo dell’iPhone e degli smartphone con l’esplosione dell’utilizzo di app e radio player.

La terza ondata, che è tutt’ora in corso, è quella in cui, grazie al lancio di applicazioni come Spotify e Netflix, si è estesa la platea dei fruitori di contenuti a pagamento on demand. E di ciò hanno beneficiato anche i podcast.

Ad oggi, prosegue Nieman Lab, oltre il 70% dei podcast è scaricato e ascoltato su smartphone. Tre anni fa era il 42%.