14 settembre 2016 | 8:40

Oggi in Senato riprende la discussione della Riforma editoria. All’esame ancora gli emendamenti. Respinto ieri quello M5S che chiedeva l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti

Dopo aver commemorato le vittime del terremoto di Amatrice, l’Aula del Senato ha dato il via ieri all’esame degli emendamenti all’articolo 2 del ddl di riforma dell’editoria. Nell’ambito del confronto, i senatori hanno respinto a larga maggioranza l’emendamento del M5S che puntava ad abolire l’Ordine dei giornalisti. Voto che è diventato l’occasione per i 5 Stelle per attaccare il mondo dei media con il senatore Giovanni Endrizzi che, criticando i fondi previsti nel provvedimento per i giornali, ha parlato apertamente di “editoria di Stato”.

Giovanni Endrizzi

Giovanni Endrizzi

Mentre l’emendamento presentato da Roberto Calderoli per introdurre il tetto degli stipendi anche ai giornalisti è stato accantonato dopo un serrato dibattito. La proposta di applicare anche ai dipendenti e ai consulenti delle aziende editoriali il limite previsto per le retribuzioni nella Pubblica amministrazione è stato accolto con favore da Lega, FI, Misto, Ala e Cor, mentre il Pd ha chiesto, prima con Anna Finocchiaro, poi con il relatore Roberto Cociancich, l’accantonamento per avere “il tempo di riflettere”.

Il relatore, in realtà, prima aveva dato parere favorevole rimettendosi all’Aula, così come aveva fatto il governo. Poi ci ha ripensato chiedendo una pausa di riflessione. Richiesta accolta dalla presidente di turno, Valeria Fedeli, tra le proteste di Calderoli.

La discussione riprenderà oggi con il seguito del voto sugli emendamenti.