14 settembre 2016 | 16:16

La fusione Itedi-Espresso non deve causare tagli soltanto per rispettare le soglie di tiratura. Sindacati e Cdr di Repubblica Coordinamento Finegil, ‘Stampa’ e ‘Secolo XIX’ contro la cessione di ‘Centro di Pescara’ e ‘Città di Salerno’

La fusione per incorporazione di Itedi con il Gruppo Espresso non deve causare tagli all’occupazione e ridurre il pluralismo dell’informazione. Ed è un’operazione che non può avvenire in spregio alle buone relazioni sindacali. I sindacati e i Cdr di Repubblica Coordinamento Finegil, La Stampa e Il Secolo XIX contro la cessione del Centro di Pescara e della Città di Salerno per rispettare le soglie di tiratura.

Il comunicato dei sindacati:

“Il 7 settembre gli Amministratori delle testate quotidiane del Centro di Pescara e della Città di Salerno hanno comunicato ai rispettivi Cdr ed RSU la vendita delle rispettive testate. Nello stesso giorno il Gruppo Espresso comunica che “sono stati definiti accordi per le cessioni dei quotidiani Il Centro e la Città.

Il Gruppo Espresso – spiega nella nota – che le operazioni si inseriscono nel piano di deconsolidamento teso a garantire il rispetto delle soglie di tiratura previste dalla normativa in vigore, nella prospettiva della futura integrazione con la Stampa ed Il Secolo XIX. Sappiamo bene che la fusione tra Gruppo Editoriale l’Espresso (Gele) e Italiana Editrice (Itedi) avrebbe comportato una riorganizzazione delle due società editoriali per rientrare nei parametri previsti dalle norme.

Partendo da tale affermazione, non possiamo giustificare nel merito e nel metodo iniziative che non evidenziano un progetto coerente con la norma. Nei mesi scorsi abbiamo chiesto un incontro alle due società editoriali per comprendere quali fossero le prospettive industriali della possibile fusione tra le due società. Ci fu risposto che fosse necessario attendere l’accordo per l’integrazione delle due società (avvenuto alla fine di luglio), per avviare un confronto come previsto dal Ccnl.

Alla luce degli avvenimenti recenti non possiamo che constatare, che il Gruppo Editoriale Espresso ha intrapreso un percorso di novità nelle relazioni industriali. Le Segreterie nazionali ritengono indispensabile avviare fin da subito un confronto con l’Azienda sul piano industriale che interessa le testate locali del Gruppo, del quale non si conoscono i contenuti. Non è accettabile che le aggregazione in atto nel settore editoriale si traducano in tagli all’occupazione e nella riduzione del pluralismo dell’informazione. Quindi, il confronto avrà il compito di affrontare i temi delle garanzie occupazionali, professionali, per la continuità dei due quotidiani.

Nel condannare le operazioni di cessione avviate, sia nel merito che nel metodo, chiediamo un incontro urgente sui seguenti temi:
- Quali sono le indicazioni della normativa vigente sui parametri della tiratura indicati dagli organi di controllo;
- Quale piano di riorganizzazione interessa le testate locali presenti nella Finegil;
- Attivazione della procedura relativa alle cessioni comunicate per la tutela dei lavoratori poligrafici e per la continuità delle testate di Pescara e di Salerno che ad oggi rappresentano un valore importante sul territorio locale e nazionale in termini di democrazia e di pluralismo.

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTel- Cisl UILCOM-UIL”

Il comunicato dei Cdr:

“Si è riunita ieri a Roma, nella sede della Fnsi, l’assemblea dei Cdr del gruppo Espresso e Itedi, dopo la notizia di cessione di due giornali Finegil, Il Centro e La Città. Al termine dell’incontro col segretario nazionale Fnsi Lorusso, l’assemblea ha votato all’unanimità il seguente documento. Domani i rappresentanti dei Cdr incontreranno l’ad del gruppo, Monica Mondardini.

L’assemblea dei Cdr del Gruppo Espresso e del gruppo Itedi, riunita a Roma nella sede della Fnsi alla presenza delle associazioni regionali di stampa, prende atto della comunicazione del Gruppo Espresso relativo alle cessioni de Il Centro e de La Città di Salerno. Rileva come tali operazioni siano state finora gestite in spregio alle regole e alle prassi di corrette relazioni sindacali che non sono un lusso o un puro orpello ma parte irrinunciabile e non negoziabile del patrimonio immateriale del gruppo editoriale.

L’assemblea dei Cdr – unitamente alle associazioni regionali di stampa – esprime vicinanza ai colleghi delle testate coinvolte nella cessione per i quali si richiedono garanzie non formali sulla tutela del lavoro e delle sue condizioni. Ciò premesso, l’assemblea dei Cdr ritiene che eventuali ulteriori notizie di cessioni di singole testate in assenza di un piano industriale che indichi destino, perimetro e missione del gruppo L’Espresso-Itedi e delle ulteriori garanzie per i colleghi delle testate in via di dismissione non potrà non richiedere una risposta unitaria e severa da parte di tutte le redazioni del gruppo stesso.

I Cdr: La Repubblica Coordinamento Finegil (La città di Salerno, Gazzetta di Mantova, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, Il Tirreno, Il Mattino di Padova, La Nuova Venezia, La Tribuna di Treviso, Il Piccolo, La Provincia Pavese, Il Centro, Il Messaggero Veneto, La Nuova Sardegna, La Nuova Ferrara, Alto Adige, Il Trentino, Corriere delle Alpi, Sentinella del Canavese, Agl) La Stampa, Il Secolo XIX”