14 settembre 2016 | 18:25

La proposta Ue sul diritto d’autore preoccupa Google: potrebbero essere limitati creatività, sviluppo digitale e la nostra capacità di inviare traffico (monetizzabile) agli editori. E’ necessario trovare un punto di equilibrio, dice Caroline Atkinson

In merito alla proposta della Commissione Europea di aggiornare le norme che regolano il diritto d’autore nell’era digitale, Caroline Atkinson, Vice President, Global Policy di Google, ha reso pubbliche queste riflessioni.

 

Caroline Atkinson

Riforma del diritto d’autore: esiste una via migliore

Per centinaia di anni il diritto d’autore ha promosso la creatività e il progresso. E’ un principio ancora valido che noi stessi supportiamo con soluzioni allo stato dell’arte per combattere le violazioni del copyright.

Oggi la Commissione Europea ha annunciato la sua proposta per aggiornare le norme che regolano il diritto d’autore nell’era digitale. Si tratta di trovare un punto di equilibrio importante, che permetta da un lato ai titolari del diritto d’autore di gestire e trarre profitto dal proprio lavoro, e dall’altro consenta lo sviluppo della creatività e dell’innovazione del web.

Vi sono spunti interessanti nella proposta. Ci fa piacere vedere che la Commissione richiede più trasparenza e condivisione dei dati per artisti e titolari dei diritti d’autore, un passo importante per costruire un mercato del diritto d’autore che sia più equo ed efficiente. Questo dovrebbe consentire ai creativi europei di raggiungere in modo più efficace la propria audience e comprendere meglio come vengono remunerati.

Siamo inoltre rassicurati dal fatto che la Commissione abbia riconosciuto che tecnologie di gestione del contenuto come YouTube Content ID giocano un ruolo importante nel combattere l’utilizzo non autorizzato del contenuto protetto da diritto d’autore (sebbene vadano guardati con cautela requisiti rigidi che aziende di piccole dimensioni e start up potrebbero difficilmente implementare).

Tuttavia vi sono anche elementi di preoccupazione, dato che il web si fonda sulla possibilità per gli utenti di condividere contenuti. La proposta di oggi suggerisce che i servizi online debbano filtrare contenuti, inclusi testi, video, immagini e altro ancora. Questo trasformerebbe di fatto internet in un luogo dove ogni cosa che viene caricata deve essere approvata dagli avvocati prima di raggiungere un’audience.

In base alla Direttiva Europea sul Commercio elettronico, non è così che funziona. Le piattaforme non sono obbligate a monitorare proattivamente il contenuto caricato dagli utenti – devono però attivarsi quando ricevono una notifica di violazione. Attraverso Content ID, YouTube blocca o monetizza il contenuto che è stato reclamato dal titolare dei diritti secondo le sue indicazioni. Si tratta di una distinzione importante, senza la quale molti servizi di hosting semplicemente non esisterebbero.

Siamo inoltre delusi nel vedere una proposta per un nuovo diritto concesso agli editori di giornali, nonostante le decine di migliaia di voci, inclusa la nostra, che chiedevano un approccio diverso. Questa proposta sembra simile agli esperimenti legislativi già falliti in Germania e Spagna e rappresenta un passo indietro per il copyright in Europa. Danneggerebbe chiunque scriva, legga o condivida le notizie – incluse le molte startup europee che lavorano nel settore dell’informazione per creare nuovi modelli di business online sostenibili.

La proposta potrebbe inoltre limitare la capacità di Google di inviare, gratuitamente, traffico monetizzabile agli editori attraverso Google News e Search. Dopo tutto, pagare per mostrare snippet non è un’opzione percorribile per nessuno.

Crediamo che sia possibile una via migliore. Innovazione e collaborazione – non sussidi obbligati e onerose restrizioni – sono la chiave perché il settore dell’informazione in Europa sia di successo, variegato e sostenibile e Google è impegnata a fare la sua parte.

La Digital News Initiative, che oggi include piu di 160 editori in Europa, ha già reso disponibile tecnologie innovative e open source come le Accelerated Mobile Pages, che consentono agli editori di pubblicare notizie e servire pubblicità sui cellulari dei loro lettori alla velocità della luce, mantenendo il pieno controllo del contenuto e delle opzioni di monetizzazione. DNI sta inoltre investendo 150 milioni di Euro in progetti volti ad innovare il mondo dell’informazione in Europa.

Attraverso Content ID, su cui abbiamo lavorato per 9 anni e investito oltre 60 milioni di dollari per lo sviluppo – e che è stato recentemente migliorato attraverso il machine learning – attualmente passa il 98% della gestione del diritto d’autore su YouTube. Dalla sua creazione Content ID ha redistribuito oltre 2 miliardi di dollari ai titolari dei diritti incoraggiando l’innovazione di una nuova generazione di artisti interessati a promuovere il proprio lavoro.

La proposta di oggi è un primo passo verso un mercato del diritto d’autore più efficiente per i creatori di contenuti e i consumatori europei – tuttavia il punto di equilibrio non è ancora stato trovato. E’ di vitale importanza preservare i principi del link, della condivisione e della creatività sui quali si fonda gran parte del successo del web. Siamo pronti a prendere parte alla discussione.

 

Scritto da Caroline Atkinson, Vice President, Global Policy