16 settembre 2016 | 18:20

Nessuna delle ultime assunzioni in Rai (tranne una) rispetta le procedure di reclutamento previste dall’anti-corruzione. Da Verdelli a Bignardi, da Dallatana a Merlo e Semprini, c’è persino il direttore risorse umane. TUTTI I 21 NOMI

(Corriere.it) Nessuna delle ultime assunzioni in Rai (tranne una) volute dall’a.d. Antonio Campo Dall’Orto ha rispettato le procedure di reclutamento previste dal regolamento anti-corruzione. Questo il verdetto contenuto nella delibera dell’Anac, che fa seguito all’esposto del sindacato Usigrai del 27 aprile scorso sull’arrivo in azienda di 21 dirigenti esterni, tutti in posizioni strategiche. L’autorità presieduta da Raffaele Cantone ha accertato «il mancato utilizzo dello strumento del job posting, fatta eccezione per la procedura relativa alla posizione di Chief of Brand and Creative (ovvero Roberto Bagatti, preso da Discovery). Inoltre si segnalano «carenze formali e sostanziali per 11 procedure su 12 con riferimento alle ricognizioni interne». Nessuna gara interna, insomma, ma chiamate dirette ad personam. Documentazioni «carenti». Motivazioni «generiche». Gli stessi limiti e carenze sono stati riscontrati anche con l’assunzione a tempo indeterminato di un giornalista con la qualifica di caporedattore annunciata in data 30 giugno 2016 dal direttore di Rainews 24. Ovvero Gianluca Semprini, preso da Sky.

 

Antonio Campo Dall’Orto (Foto: Olycom)

 

Conflitto di interessi
Inoltre l’Anac ha ravvisato «la sussistenza, con riferimento alla posizione di Cso-direttore Security and Safety, di un’ipotesi di conflitto di interessi tra la persona selezionata e quella che ha curato la selezione (si tratta del capo della sicurezza Genseric Cantournet, scelto da una società di cacciatori di teste in cui lavora il padre). E , non ultimo, i funzionari hanno riscontrato «alcune irregolarità» nella scelta del Direttore staff della Direzione generale (Guido Rossi) e del Responsabile relazioni con i media (Luigi Coldagelli), pare per una discordanza di documenti, sulle quali si rimette la valutazione al ministero per l’Economia.
La raccomandazione
Non c’è un giudizio di legittimità sulle nomine, anzi, l’Anac rileva che «in questa sede non si deve valutare la legittimità o meno delle procedure di assunzione contestate e dei requisiti di partecipazione delle procedure concorsuali, nè la legittimità degli stipendi erogati dalla Rai ai propri dirigenti». Però si raccomanda, per il futuro, di cercare le professionalità tra i dipendenti . Quanto alla seconda istanza contenuta nell’esposto del sindacato giornalisti della tv pubblica, sul limite del 5% fissato per le nomine di dirigenti esterni e la previsione di assunzione solo a tempo determinato, qui il parere è favorevole alla Rai: secondo l’Anac infatti non sono applicabili per le nomine fino al gennaio 2016 (sono 9) dunque «allo stato attuale il tetto non risulta superato» perché , dopo tale data, almeno al momento del ricorso, gli alti dirigenti giunti a viale Mazzini sono 12 su 259 in ruolo, dunque dentro la percentuale.

I ventuno nomi
Le nomine dell’a.d. Antonio Campo Dall’Orto che dovevano rispondere alle norme del nuovo statuto aziendale erano queste 21, 10 a tempo determinato, 11 a tempo indeterminato: Raffaele Agrusti (capo delle Finanze), Gianpaolo Tagliavia (area Digital), Carlo Verdelli (direttore editoriale informazione), Diego Antonelli (vice di Verdelli), Gabriele Romagnoli (direttore Raisport), Daria Bignardi (direttore Raitre), Ilaria Dallatana (direttore Raidue), Guido Rossi (braccio destro dell’a.d.), Genseric Cantournet (capo della sicurezza), Giovanni Parapini (Relazioni istituzionali), Cinzia Squadrone, Pierpaolo Cotone, Luigi Coldagelli, Rosetta Giuliano, Antonella Di Lazzaro, Roberto Bagatti , Francesco Canetta, Alessandro Lostia, Paolo Galletti (Risorse umane) più due consulenti, Francesco Merlo e Massimo Coppola. Ultima raccomandazione: le norme anti-corruzione non sono ancora «del tutto sufficienti» e possono essere migliorate. Gli esposti ricevuti dal Codacons sugli stipendi dei dirigenti infine verranno trasmessi alla Corte dei Conti, Procura regionale del Lazio.
La risposta Rai: «Sostanziale correttezza»
Dopo la delibera dell’Anac, la precisazione della la Rai. «A differenza di quanto da taluni ipotizzato negli scorsi mesi, l’Autorità riconosce che Rai non ha superato il limite numerico per le assunzioni dei dirigenti – si legge in una nota dell’azienda – per l’unica posizione che presenta caratteristiche di criticità l’azienda esaminerà a fondo la raccomandazione dell’Autorità, mentre sulle due ulteriori riferite irregolarità aprirà un confronto con l’azionista». «Il documento dell’Anac – fanno sapere da Viale Mazzini – rileva una sostanziale correttezza dei principi adottati, ma evidenzia problematiche specifiche per quanto riguarda modalità e procedure di reclutamento del personale dirigente».
Usigrai: «Da Anac censura senza precedenti ai vertici Rai»
Di «censura senza precedenti» parla invece l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti dell’azienda. «La censura che arriva nei confronti del vertice Rai è senza precedenti, l’Anac ha accertato che il vertice Rai prima si è dotato di procedure anticorruzione e poi le ha palesemente violate». «Una situazione che mina la credibilità del Servizio Pubblico – prosegue il sindacato -, sulla quale serve una urgente riflessione dell’azionista e della Commissione di Vigilanza. Anche perché è di tutta evidenza che questi atti illegittimi saranno valutati dalla Corte dei Conti per verificare l’eventuale danno erariale e le conseguenti responsabilità».