19 settembre 2016 | 17:47

Il flop di Politics non preoccupa Daria Bignardi. Ne riparliamo tra un po’ di tempo, dice il direttore di Rai3. E sulle nomine: mi attengo alle regole che decide l’azienda

“Credo che la Rai farà quello che deve e io mi atterrò a quello che deciderà l’azienda”. Così il direttore di Rai3, Daria Bignardi, risponde – nel corso della presentazione di ‘Gazebo Social News‘ – ai cronisti che le chiedono cosa pensi della contestazione rivolta dall’Autorità nazionale anticorruzione alla Rai per alcune nomine di dirigenti esterni tra i quali ci sarebbe anche lei.

Daria Bignardi (foto Olycom)

“Io ho una posizione molto laterale su questo”, spiega Bignardi che si è collegata in videoconferenza da Milano alla presentazione romana del programma – nel senso che sono in un’azienda che segue delle regole ed io mi attengo a le regole che vengono decise”.

Il direttore di rete ha parlato anche degli ascolti di Politics: “davvero non mi hanno stupito e le riflessioni le faremo tra un po’ di tempo”, ha risposto ai cronisti.

“Con Politics è stato introdotto un formato nuovo, di 90 minuti invece delle 3-4 ore di durata per esempio ‘diMartedì‘, che la scorsa settimana ha mandato pure un bel pezzettone di Crozza registrato contro ‘Mi manda Rai3′. Ci fa piacere di stimolare cambiamenti anche nella concorrenza”, ha detto sorridendo il direttore.

“Sono anni che diciamo che il talk politico in Italia ha dei problemi, che questi programmi-lenzuoloni non soddisfano più il pubblico come un tempo. Noi abbiamo proposto 90 minuti senza comici. Con questo nuovo formato – ha aggiunto – abbiamo provato a cambiare ma in una prospettiva a lungo termine. È chiaro che Gianluca Semprini deve avere ancora un po’ di tempo per cucirsi il vestito addosso e trovare con i suoi autori l’identità del programma”.