20 settembre 2016 | 11:01

Rai: parere positivo dal Cda alla relazione del dg sulla delibera Anac. Il consigliere Guelfi: c’è l’impegno per produrre risposte ai rilievi dell’autorità Anticorruzione. Freccero: l’azienda vittima della battaglia interna al Pd

Il Consiglio di amministrazione della Rai ha esaminato nella prima parte la delibera dall’Autorità nazionale anti corruzione del 14 settembre scorso relativa all’effettiva applicazione ed efficacia delle misure adottate nel Piano triennale di prevenzione della corruzione.  Il Consiglio ha valutato positivamente la relazione del Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto che ha illustrato in maniera esaustiva le posizioni oggetto dei rilievi contenuti nella delibera dell’Anac.

Secondo quanto si legge in una nota di Viale Mazzini, l’analisi del documento emanato dall’Autorità Anticorruzione ha visto i consiglieri ribadire in modo unanime la propria volontà di escludere qualsiasi sospetto sull’azione del vertice e del Consiglio. Il Consiglio, - ”in un clima di condivisione e collaborazione” come specifica la nota - ha chiesto al dg di indicare in tempi rapidi le possibili soluzioni per la singola posizione indicata dall’Autorità come “in possibile conflitto di interessi” e di poter conoscere al più presto la posizione dell’Azionista sulle altre due nomine sulle quali Anac ha rimandato alla valutazione del Mef. Quanto alle incongruenze rispetto all’uso del job posting, diversamente regolamentato nel Piano triennale di prevenzione della corruzione e nel Piano aziendale sulla trasparenza, il Consiglio ha chiesto che i due documenti siano al più presto oggetto di armonizzazione. Si rimanda quindi alle prossime sedute consiliari la doverosa e puntuale risposta ai rilievi dell’Autorità.

Antonio Campo Dall’Orto (Foto: Olycom)

Nel corso della riunione è stata anche affrontata la questione dei tetti retributivi, “nella ovvia consapevolezza che qualsiasi indicazione di legge dovesse intervenire in merito verrà immediatamente recepita”. Il Consiglio ha deciso di continuare nel percorso di elaborazione del proprio documento di autoregolamentazione delle retribuzioni nel quale si mettono in relazione i compensi con merito e risultati. Il documento verrà votato nel corso del prossimo consiglio.

“Tutto quello che sta accadendo è un’aggressione alla Rai con una battaglia interna al Pd”, il primo commento di Carlo Freccero interpellato dall’Ansa. “La norma sul tetto agli stipendi è semplicistica e potrebbe essere riveduta. Ci sono infatti rischi di cause per certe posizioni apicali, per cui si dovrebbe intervenire in maniera opportuno. Pur essendo consapevole che certi stipendi fuori norma, occorre una posizione più articolata per le posizioni apicali, perché la Rai è servizio pubblico ma vive anche nel mercato”. “Quanto alla delibera dell’Anac, penso che non si possano risolvere tutti i problemi con il Catone della Seconda Repubblica – sottolinea giocando sul nome del presidente dell’Autorità Raffaele Cantone. “Il vero problema nasce dalla nuova legge che dà tutto il potere all’ad ed è completamente sbagliata. Per questo assistiamo a una messinscena interna al Pd tra chi vuole sfiduciare il dg e chi non vuole farlo. Gli altri partiti sono estromessi dalla gestione della Rai, per questo ci sono vendette trasversali”.

“La discussione è stata forte e profonda. L’Anac non ci prescrive nulla, ma osserva il nostro operato e consiglia alcuni comportamenti. L’impegno del dg è produrre risposte di merito e di sottoporle all’Anac dopo un confronto con il cda”, la precisazione di Guelfo Guelfi, sempre all’Anas. “La relazione dell’Anac indicando e consiglia aree di ammodernamento delle regole anticorruzione, che sono materia viva e si devono adattare alle esigenze del momento, purché ciò avvenga con motivazioni valide. Nei tre casi in cui si chiede il giudizio del Mef e della Corte dei Conti, tale giudizio va accolto il prima possibile per fugare questo clima di corruzione, che nella realtà non esiste, perché non c’è alcuna accusa da parte dell’Anac di comportamenti corruttivi” Quanto al rischio di sanzioni da parte della Corte dei Conti nei confronti dei membri del cda, Guelfi ha detto: “non esiste questo rischio”. “In premessa il dg ha chiarito che noi non abbiamo mai avuto il compito di provvedere alle nomine. Noi abbiamo approvato il ruolo del dirigente del sistema di sicurezza, ma non abbiamo avuto parola sul chi. La risposta va data dal dg. Nel testo dell’Anac c’era un errore in questo senso ed il dg ha chiarito anche questo”.