21 settembre 2016 | 13:54

Il Calendario Lavazza 2017 protagonista all’11a edizione di ‘Terra Madre’. Francesca Lavazza: un progetto profondo, sul legame fisico tra uomo e natura. Con fotografie di Denis Rouvre. Petrini (Slow Food): se i piccoli produttori facessero rete diventerebbero la prima multinazionale al mondo

Metà uomo e metà ambiente. Presentato il calendario Lavazza 2017, che si intitola ‘We Are What We Live’, realizzato in collaborazione con Slow Food, e che celebra gli ‘Earth Defenders’ asiatici, uomini ‘difensori della Terra’, nei volti dei quali è ritratto il rapporto simbiotico che vicono con l’ambiente. Ogni viso del calendario è infatti affiancato a un paesaggio.

Diversi i luoghi scelti nel sud est asiatico. Si va dall’Indonesia e le acque magiche del lago di Tanjung allo Sri Lanka. L’India e migliaia di api di Kotagiri da cui si ricava il miele millefiori, ma anche Laos e Vietnam.

Il Calendario Lavazza 2017 è realizzato sotto la direzione creativa di Armando Testa. La scelta del sud est asiatico segue gli scatti di Steve McCurry in Africa (2015) e di Joey L. nel centro e sud America (2016).

Denis Rouvre, scavando in profondità nei volti dei ‘Difensori della Terra’ asiatici, è l’autore delle 12 coppie di fotografie affiancate. Da una parte c’è il viso di un uomo o di una donna messi a nudo, ritratti nella loro essenza e naturalezza. Dall’altra c’è un luogo, un paesaggio, che rappresenta l’ambiente in cui abitano e la natura che lavorano. Ed è come se le due metà, uomo e ambiente, si sovrapponessero e si modellassero l’un l’altra.

Da sinistra: Francesca Lavazza, Denis Rouvre e Carlo Petrini

“Al centro del Calendario Lavazza 2017 c’è il legame fisico, la simbiosi, tra l’uomo e il suo ambiente: l’uno non può prosperare senza l’altro”, commenta Francesca Lavazza, board member dell’Azienda, “e i due sono legati così profondamente da condividere soddisfazioni, sofferenze, intemperie, sudore”. Un calendario “profondo”, ha aggiunto, dove “la natura esplode in tutta la sua esuberanza, ed emerge chiaramente il reciproco rapporto di difesa e di salvaguardia tra gli agricoltori, gli allevatori, i contadini e l’ambiente che li circonda”. Ma anche “un grande insegnamento per tutti noi e soprattutto un invito a rispettare e a prendersi cura della terra, ad ‘abitarla’ e ad imparare a volerle bene”.

Il calendario Lavazza ‘We Are What We Live’ sarà protagonista durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 a Torino, dal 22 al 26 settembre, undicesima edizione della manifestazione enogastronomica internazionale in cui ricorrono i 20 anni di collaborazione tra Lavazza e Slow Food. E sarà in vendita in edizione limitata a sostegno di Terra Madre.

Sarà possibile altresì visitare gratuitamente la mostra dedicata ai tre anni del progetto ‘The Earth Defenders’, presso lo Spazio Lavazza, all’ex Borsa Valori in Via San Francesco da Paola 28. Un viaggio fotografico che, attraverso i progetti di Lavazza e i presidi di Slow Food, celebra i moderni eroi della terra di tre continenti, impegnati a nutrire il pianeta in modo equo e sostenibile.

“C’è differenza tra risiedere in un territorio e abitarlo”, ha spiegato Carlo Petrini, presidente e fondatore di Slow Food. “Abitare ha un significato più profondo, che mette in gioco non solo la nostra relazione materiale con un luogo, ma anche e soprattutto un’intimità di tipo sociale, culturale e spirituale tra uomo e ambiente. Abitare significa avere a cuore un piccolo mondo, significa preoccuparsi di mantenerne l’equilibrio in modo che rimanga bello, pulito, armonioso e accogliente”.

“Con il progetto ‘The Earth Defenders’ ci facciamo portavoce, insieme a Lavazza, di molti prodotti di eccellenza che l’umanità e le comunità locali non possono perdere. Parlare delle coltivazioni di caffè in Indonesia, del sale marino o del miele millefiori in India significa parlare della vita delle persone, della vita del pianeta”, ha aggiunto.

“L’80% alimentazione umana è realizzata da piccole comunità”, ha ricordato infine Petrini, e “se tutti i piccoli produttori facessero rete diventerebbero la multinazionale più importante al mondo”. L’interesse per i “contadini e le popolazioni rurali non deve essere elemento di estetica della povera gente ma un modo di concepire il futuro”. Perché “l’economia locale può diventare globale facendo rete”. Oggi “siamo tutti tesi a una crescita economica e industriale che non arriva, mentre dovremmo pensare a investire nell’economia agricola, putroppo assai trascurata”.

Denis Rouvre, vincitore di numerosi premi a livello internazionale (tra cui World Press Photo 2010, 2012 e 2013), noto al grande pubblico per il suo lavoro sui sopravvissuti dello Tsunami in Giappone, ha detto: “durante il viaggio nel sud est Asiatico ho sentito chiaramente che lì l’ambiente forgia in modo diretto la vita di questi uomini e di queste donne che ogni giorno lavorano e proteggono la loro terra. L’ambiente ne forgia il carattere, ne modella i volti. È proprio questo rapporto simbiotico tra uomo e natura che ho voluto esplodere nel calendario”.