Non c’è motivo perché Mibact esca dalla Fondazione che organizza il Salone del Libro, dice Franceschini. A Milano un evento prettamente commerciale; il ministero non parteciperà

Il ministro dei Beni Culturali torna a parlare del futuro del Salone del Libro dopo i tentativi naufragati di creare un’unica manifestazione divisa tra Milano e Torino. “Siamo entrati quattro mesi fa nella Fondazione e non c’è ragione per uscirne”, ha detto in merito all’impegno del suo ministero, entrato con il dicastero dell’Istruzione tra i soci fondatori della Fondazione che organizza la kermesse, Franceschini ha detto:  Ora discuteremo con Torino come la manifestazione può essere legata alla promozione della lettura, che è la nostra missione, e che quindi garantisca e giustifichi la nostra presenza”.

Dario Franceschini

A margine dell’inaugurazione del Salone del Gusto, Franceschini ha poi escluso una partecipazione del Mibact anche alla versione milanese della manifestazione. “E’ un evento di natura prettamente commerciale” e il Ministero dei Beni Culturali “non parteciperà”, ha detto. “D’altronde non ce l’hanno chiesto…”.

Tornando sulla rottura dei giorni scorsi tra le due città ha ribadito il suo rammarico. “Purtroppo si è persa un’occasione, ma ora la situazione è chiara: si tratta di capire come evitare che i due eventi distinti possano farsi troppo male tra di loro”, rimarcando quanto aveva detto ieri presenziando a Parigi all’inaugurazione della mostra sui 500 anni dell’arrivo di Leonardo da Vinci in Francia, nell’ambasciata d’Italia. “Era stato fatto un bel lavoro, ma quando si è trattato di stabilire cosa fa Milano e cosa fa Torino c’è stata rigidità, da tutte e due le parti”, aveva detto, definendo la situazione, con “due saloni a 100 chilometri e a 20 giorni di distanza uno dall’altro”, “un danno per il Paese e per il mondo dell’editoria”.

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