26 settembre 2016 | 10:02

Grillo attacca la stampa. Assange in collegamento: il dovere del giornalista è osservare, comprendere e dire la verità. Ciò che ci rende una comunità è la comunicazione

(askanews) Sulle note di “Un amore così grande”, l’inno scelto per l’appuntamento di quest’anno, si è concluso a Palermo “Italia 5 Stelle”, la kermesse nazionale del Movimento 5 Stelle. Dal palco allestito sul prato del Foro Italico, Beppe Grillo, dopo essersi ripreso lo “scettro del comando” del suo Movimento, si è collegato con Julian Assange, giornalista e attivista fondatore di Wikileaks, per ribadire quello che è stato un po’ il leit motiv del secondo giorno di manifestazione: le gravi responsabilità dei mezzi d’informazione nel “divulgare menzogne”. “Mi sono preoccupato di studiare le guerre e in particolare le morti delle guerre. Morti causate dalle menzogne che leggiamo sulla stampa – attacca l’attivista australiano, in collegamento via Skype -. Il dovere del giornalista è osservare, comprendere e dire la verità. Ciò che ci rende una comunità è la comunicazione”.

Grillo circondato dai giornalisti

Grillo circondato dai giornalisti

 

Fin dall’inizio della kermesse si sono registrati attriti tra attivisti e stampa, con i primi che hanno rivolto all’indirizzo dei giornalisti presenti nell’area stampa offese e insulti. Una tensione culminata oggi, quando nel tentativo di avvicinare la sindaca di Roma, Virginia Raggi, appena giunta al Foro Italico, alcuni simpatizzanti pentastellati hanno spintonato i cronisti urlando slogan come “schiavi” e “servi del potere”.

L’episodio è stato condannato dal Movimento, che con una nota di Camera e Senato, ha osservato: “L’odio non fa parte del Dna del Movimento 5 Stelle. Gli episodi di aggressione ai cronisti non ci appartengono, e ne prendiamo nettamente le distanze. Noi difendiamo chi lavora, soprattutto chi lo fa da precario per pochi euro al mese”.

In realtà, però, ad inasprire il clima ci ha pensato, una volta tornato sul palco, lo stesso “elevato” Grillo, che ha detto: “I nostri giornalisti son quelli che fanno paginoni su Virginia Raggi che ha la cellulite e i peli sulle gambe. Questo è il nostro giornalismo medio di oggi”. E a porgere il fianco a Grillo ci ha pensato quindi, dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, proprio Assange. “La grande imprese che siete riusciti a compiere è stato sbaragliare la stampa corrotta – ha detto -. Grazie alla guida di Beppe e alla buona volontà”.