26 settembre 2016 | 18:30

Eletto il nuovo Cda a 11 di Rcs. Cairo, confermato presidente, dice: dai soci di minoranza mi aspetto un atteggiamento costruttivo. Ora attenzione ai costi senza tagliare nulla di essenziale. Piano industriale in arrivo nelle prossime settimane

L’assemblea Rcs ha nominato il nuovo Cda ‘targato’ Cairo. Accanto all’editore, confermato presidente, il nuovo board è composto da Gaetano Micciché, Marco Pompignoli, Stefano Simontacchi, Stefania Petruccioli, Maria Capparelli, Alessandra Dalmonte. Per le minoranze entrano Diego Della Valle, Marco Tronchetti Provera, Carlo Cimbri e Veronica Gava.

Un Cda ampliato a 11 membri su proposta di Cairo stesso, per “dare spazio anche alle minoranze”, che conta ora 7 amministratori della lista di maggioranza e 4 da quelle di minoranza. Contro la proposta di allargamento del board hanno votato contro Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli, UnipolSai e Imh, che poi si sono astenuti al momento della votazione sul nome del presidente.

Urbano Cairo (Foto Olycom)

“In questo momento”, ha spiegato prima della votazione Cairo, “per me la cosa importante è la conoscenza“. “Entrare in un gruppo del genere così articolato non può essere fatto in un minuto”, ha detto partendo dalla domanda di un azionista che chiedeva se avesse intenzione di riportare in edicola ‘Il Mondo’, il settimanale economico del gruppo chiuso nel 2014. ”Ho dedicato tutto agosto a questa attività di conoscenza”, sottolineando di aver avuto da parte dei collaboratori “molta disponibilità”. ”Una volta mi hanno anche spento la luce, perché si spegne a mezzanotte”, ha raccontato. “Quando poi esci all’una di notte non trovi più nessuno che ti dà da mangiare, ma va bene così perché stiamo dimagrendo”, ha scherzato.

Tre sono le direttrici sulle quali Cairo ha detto di voler puntare per il rilancio della società: motivazione delle persone, attenzione ai costi e marketing dei giornali. “Tutti sono felici di essere partecipi e protagonisti di un risanamento che è possibile”, ha detto spiegando nel dettaglio la sua azione. “Ho cercato di dare, anche in incontri one to one, dei messaggi forti sul modo in cui avremo operato e sul fatto che non c’è da preoccuparsi del passato. Nessuno deve difendere il passato. Le cose non vanno come vorremmo, è vero ma bisogna vedere cosa possiamo fare di meglio”.

“Questa azienda ha un numero importante di persone. Si tratta di fare molto; bisogna fare molto di più”, ha aggiunto. “Ben vengano tutte le idee”. ”Occorre sfrondare tutte le complicanze del passato per fare delle cose semplici, focalizzandoci su testate e prodotti di grande qualità”, ha aggiunto. “Mi sono segnato questa frase: non far diventare difficile il facile attraverso l’inutile”.

“C’è una forte attenzione ai costi ma non per togliere le cose essenziali”, ha detto poi riferendosi al secondo passaggio e riprendendo un tema sul quale nei mesi scorsi, durante il confronto di mercato con Imh per il controllo del gruppo, si è già espresso più volte. ”La qualità non deve mai peggiorare; però ho trovato delle cose strane. Per esempio lo stesso servizio fatto da una società a Cairo aveva un costo di 16 mila euro; alla Rizzoli 144 mila euro”. ”Dobbiamo focalizzarci su quello che è importante per noi”.

“La terza cosa su cui mi sono focalizzato è quella di ricominciare a fare comunicazione per i giornali, fare operazioni per cui comunichi qualcosa e comunichi in maniera importante”. “Una volta che hai messo a posto i giornali, devi comunicare cosa hai fatto”, ha detto, aggiungendo: “le spese di marketing sono le uniche che non possono essere tagliate”. ”Quelli che tagliano le spese di marketing, non li ho mai capiti”.

“Se ho fatto pace con i soci di minoranza? Io non ho mai fatto la guerra”, ha detto Cairo in merito ai suoi rapporti con gli altri componenti dell’azionariato, che avranno quattro posti. “Rispetto grandemente le minoranze, abbiamo aumentato i posti in Cda a 11, abbiamo aumentato i posti delle minoranze. L’unica cosa che conta è il bene di questa azienda. E’ il mio obiettivo”. “Io non faccio guerre a nessuno. Mi piace lavorare per portare buoni risultati”, ha detto, aggiungendo di aspettarsi dai consiglieri di minoranza “atteggiamento costruttivo”. “Mi aspetto responsabilità e un fattivo contributo se ci saranno delle belle idee. Da parte mia c’è la totale disponsibilità”.

Intanto il titolo Rcs è tornato sopra l’euro (+7,6%).

Tornando a parlare dei suoi progetti per il futuro del gruppo, Cairo ha detto che servirà ancora tempo per dare indicazioni sul nuovo piano industriale. “Non è sufficiente il tempo che ho passato alla guida. Ci vuole ancora un po’ di tempo”. “C’è molto da fare in Rizzoli. Ci sono molti temi aperti a cui stiamo lavorando. Qui i piani non sono mai mancati. Prima di farne uno nuovo bisogna però avere le idee chiare”, ha detto. “Le idee le ho, le sto chiarendo“. Rcs “è una grande azienda con grandi potenzialità. Ho trovato persone disponibili e capaci ma anche la tendenza a complicarsi la vita. La parola magica deve essere semplificazione”.

Sui conti “stiamo lavorando alacremente. Ho lavorato tutta l’estate con il cfo Taranto. Ho visto delle cose abbastanza bizzarre ma non posso ancora dire se è meglio o peggio”, ha detto ancora Cairo, a margine dell’assemblea dei soci. “Vedo che c’è un importante lavoro da fare ma è tutto possibile”. In merito alla futura fusione tra Cairo Communication e Rcs, l’editore ha ribadito che “è ancora presto. Abbiamo detto che è possibile farla in un arco di tempo di 12-24 mesi”.

A chi gli chiedeva se già con i conti del terzo trimestre si potesse notare un cambio di rotta, Cairo ha risposto: “non sono Mandrake. Il trimestre è il risultato di scelte fatte prima”.

Un nuovo aumento di capitale della società sarebbe solo una “estrema ratio”, ha detto poi Cairo. “Agli azionisti abbiamo già chiesto 450 milioni. Prima di pensare una cosa del genere vediamo prima tutto quanto possiamo fare come efficientamento e valorizzazione dei nostri conti”.

Alle domande sulla ‘Gazzetta dello Sport’ Cairo ha risposto: “non ho nessun tipo di rivoluzione in mente”. “Stimo il direttore, c’è un buon gruppo. Chiaramente anche lì dobbiamo fare meglio e arricchire. Semplificazione e arricchimento sono il mio mantra”. Parlando in generale, Cairo ha spiegato che “punto a mantenere una altissima dignità dei giornali di carta ma non togliendo nulla all’online. Il digitale è importate ma non per questo bisogna sminuire il cartaceo”. “Dobbiamo valorizzare i nostri giornali online e quelli di carta in tutti i modi possibili”.

- Leggi o scarica il comunicato stampa (.pdf), disponibile anche sul sito Rcsmediagroup.it