27 settembre 2016 | 16:33

Nessun ruolo per Telecom Italia nella vicenda Mediaset Premium, dice il presidente Recchi. Le proposte Ue sul roaming? Non si capisce cosa succederà

“Abbiamo già detto ampiamente, non abbiamo niente in corso. No comment”. Così Giuseppe Recchi, presidente di Telecom Italia, a margine dell’Ft Etno Summit a Bruxelles cui ha partecipato discutendo in una tavola rotonda insieme al vicepresidente della Commissione Europea Andrus Ansip e al ceo di British Telecom Gavin Patterson, ha risposto in merito alle voci secondo le quali la compagnia telefonica potrebbe far parte di una eventuale soluzione alla disputa su Mediaset Premium che vede opposte Mediaset e Vivendi, primo azionista del gruppo delle tlc.

Giuseppe Recchi, presidente del gruppo (foto Olycom)

“Il nostro piano industriale è previsto per febbraio”, ha detto poi il manager parlando del futuro di Telecom Italia, ma evitando di aggiungere dettagli sulla strategia futura in preparazione da parte della società. Recchi, come già fatto in altre occasioni ha ribadito di non essere preoccupato dall’arrivo del francese Iliad sul mercato italiano. Con la fusione Wind-3G “il consolidamento sta avvenendo, e come spettatori accogliamo con favore la situazione, noi continuiamo con il nostro lavoro come sempre”. Con Iliad “non abbiamo nessun problema, è un mercato competitivo, noi siamo il principale fornitore di servizi e sappiamo come affrontare la situazione”.

Recchi, stando quanto riportano le agenzie, si è anche espresso sul tema del roaming. “Non s’è capito cosa succederà in pratica”, per operatori e consumatori con la nuova proposta della Commissione Ue che prevede il roaming gratuito illimitato sulla base del principio di residenza degli utenti. Secondo il presidente Telecom eliminare i sovraccosti è “una buona ambizione”, “ma bisogna eliminare gli abusi”, ha aggiunto, ricordando che il rischio è che “ci possano essere arbitraggi di prezzi tra un paese e l’altro sul costo del servizio che poi il roaming non compensa”. Anche se “non necessariamente” questa situazione di rischio debba portare a un aumento delle tariffe nazionali per i consumatori, tutto dipende da “come tradurre in pratica questa ambizione di creare un mercato unico digitale” ha detto.

In verità, ha sottolineato Recchi, “è un grande tema, tutto da normare” nonostante le proposte di Bruxelles, perché se è vero che “è ovvio che si andrà verso una ‘no-roaming Europe’, bisogna declinarla in modo che sia fattibile e sostenibile”. Il roaming a livello Ue vale infatti 5mld di euro per gli operatori, ha ricordato il presidente di Telecom, quando questo invece “tende ad essere percepito come un servizio universale garantito, dimenticandosi che dietro ci sono società, infrastruttre, persone e tecnologie che devono fare forti investimenti”.