27 settembre 2016 | 17:00

Il Garante per la protezione dei dati personali apre un’istruttoria su Whatsapp. Sotto indagine le modifiche alla privacy policy che prevedono la condivisione di dati con Facebook

“Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria a seguito della modifica della privacy policy effettuata da WhatsApp a fine agosto che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing”. A comunicarlo una nota del Garante, dalla quale si apprende che WhatsApp e Facebook sono state invitate “a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso”.

L’autorita in particolare ha chiesto di “conoscere nel dettaglio: la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook; le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati; le misure per garantire l’esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana sulla privacy, considerato che dall’avviso inviato sui singoli device la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato”.

Antonello Soro (Foto Olycom)

Inoltre ”Il Garante ha chiesto di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch’essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell’informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing”.

“La nuova privacy policy adottata da Facebook e WhatsApp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali”, ha detto all’Ansa, Antonello Soro, presidente dell’Autorità italiana. “Il flusso massiccio di dati non riguarda solo gli utenti di Facebook o WhatsApp, ma si estende anche a chi non è iscritto a nessuno dei due servizi, i cui dati vengono comunicati per il semplice fatto di trovarsi in una rubrica telefonica di un utente di WhatsApp”.

“Occorre ricordare che lo scambio di indirizzari non può avvenire senza il consenso degli interessati”, ha precisato Soro. “Ad un primo esame, nelle nuove regole adottate da WhatsApp, sembrerebbe non essere previsto un consenso differenziato per le diverse opzioni e che gli utenti siano di fatto costretti ad accettare in blocco le condizioni che prevedono lo scambio dei dati. Le criticità già rilevate in passato vengono in questo modo moltiplicate”. “Vedremo”, ha concluso “se Facebook e WhatsApp decideranno, responsabilmente e autonomamente, di sospendere questa iniziativa a garanzia degli utenti”.

Ma l’azione dell’autorità italiana non è l’unica registrata sul fronte europeo. Sempre Ansa infatti, riprendendo l’agenzia tedesca Dpa, ha segnalato che il garante per la protezione dei dati personali della città-regione di Amburgo, Johannes Caspar, ha vietato a Facebook di raccogliere nuovi dati dei circa 35 milioni utenti tedeschi di Whatsapp e di cancellare quelli già raccolti. Il garante ha sostenuto che gli utenti tedeschi di Whatsapp devono poter decidere da soli se collegare il loro account a Facebook.

Il divieto sarebbe in vigore “da subito”, in attesa che Facebook presenti ricorsi presso un tribunale di Amburgo. In caso di mancata osservanza, l’authority – facendo leva sul fatto che la rete sociale statunitense elabora i dati in tedesco nella città anseatica – può infliggere multe. Caspar avrebbe detto alla Dpa di voler cercare un coordinamento con authority di altri paesi europei per impedire il passaggio di dati dall’ app verde a Facebook.