27 settembre 2016 | 11:23

Due giorni di sciopero dei giornalisti delle testate della Poligrafici Editoriale contro la mancata assunzione di 44 giornalisti. La risposta dell’editore: nota discutibile. Nonostante la crisi il nostro gruppo tra i pochi a fare turn-over

Martedì 27 settembre e mercoledì 28 settembre i giornalisti dei quotidiani della Poligrafici Editoriale scioperano per protestare contro “l’ennesimo piano aziendale che mette a rischio testate storiche come Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno”. Lo sciopero, si legge in una nota, è stato proclamato dal coordinamento dei Cdr, con una nota pubblicata sui giornali in edicola oggi. “Questa azienda nonostante negli ultimi due anni abbia prepensionato e pensionato 63 giornalisti, utilizzando fondi pubblici,  ha intenzione di tagliare ulteriormente il corpo redazionale negando a 44 giovani colleghi di essere assunti a tempo indeterminato, in barba ad accordi firmati al ministero del Lavoro. I giornalisti di questo gruppo sono stanchi di essere trattati solo come numeri e di vedere continuamente impoveriti giornali radicati sul territorio”.

Il rilancio del mondo dell’editoria, proseguono i Cdr, “passa attraverso un’informazione di qualità che non si può garantire se quotidianamente ai giornalisti vengono chiesti ulteriori sacrifici, stracciando intese frutto di mesi di trattative e senza presentare reali piani di rilancio che non siano meri tagli ragionieristici”. Perciò in questi due giorni “non vi forniremo la consueta informazione nazionale e locale in edicola e sul web, e dedicheremo il nostro tempo ad assemblee dove ci confronteremo su come migliorare il prodotto che quotidianamente vi offriamo in edicola, lavoro che dovrebbe essere svolto anche da chi ci dirige, ma che invece preferisce cimentarsi solo in sterili tagli”.

 A stretto giro la risposta della Poligrafici Editoriale, ripreso dall’agenzia Ansa:

“Cari Lettori. Ci troviamo ancora una volta a rispondere ad un comunicato dei comitati di redazione il cui contenuto riteniamo discutibile sia nella forma che nel merito”. “La crisi mondiale ha colpito tutti i settori dell’industria e in particolare il nostro settore. La nostra azienda storicamente è sempre riuscita ad evitare interventi traumatici anche attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali come il contratto di solidarietà e il prepensionamento, quest’ultimo con elevati costi anche a carico dell’azienda, tutto ciò sempre in un’ottica di piena condivisione con i comitati di redazione”.

“Nel panorama delle aziende editoriali italiane la Poligrafici Editoriale è stata una delle poche aziende ad aver attuato un turn-over, inserendo negli ultimi anni oltre 50 nuovi giornalisti strutturati. Per non parlare degli investimenti che hanno riguardato sia le nuove iniziative editoriali che la parte dell’informazione multimediale. È proprio per questi motivi e per poter far fronte alle nuove sfide che il nostro Gruppo ha presentato un nuovo assetto organizzativo delle redazioni, con interventi minimi sugli organici e con azioni mirate su alcuni istituti contrattuali particolarmente onerosi. L’obiettivo è quello di garantire, come sempre, per tutte le realtà locali il mantenimento della qualità del prodotto e la presenza nei territori delle nostre aree di diffusione, mantenendo inalterata la capillarità dell’informazione”.