28 settembre 2016 | 14:45

diMartedì triplica quasi gli ascolti di Politics, scrive su Facebook il segretario della Commissione di Vigilanza, Anzaldi. Smantellata la prima serata del martedì, fiore all’occhiello dell’informazione di Rai3: chi pagherà?

“‘diMartedì’ ha quasi triplicato gli ascolti di ‘Politcs’, 6,8% a 2,7%. La prima serata del martedì di Raitre, che fino a qualche anno fa era il fiore all’occhiello dell’informazione di Raitre, è stata letteralmente smantellata, per la gioia della concorrenza. Chi pagherà per questo incredibile danno al servizio pubblico? Direttori presenti e passati? Mega dirigenti con i compensi che sforano qualsiasi tetto?”. E’ quanto chiede con un post sul suo profilo Facebook Michele Anzaldi, deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai.

“Nell’assenza ancora di un piano per l’informazione, la Rai ha addirittura creato una nuova struttura editoriale, diretta da Carlo Verdelli con tanto di super stipendi e super consulenti. A che serve? A che è servita? Ieri sera, mentre il Consiglio dei ministri approvava un provvedimento fondamentale per le politiche economiche del Paese come il Def, l’unica tv a informarne in diretta sui contenuti era proprio La7, con fior di giornalisti economici come Giovanni Floris e Massimo Giannini, nelle vesti di ospite e quasi co-conduttore. In Rai si parlava di matrimoni e poco altro. Ma non è l’unico episodio”.

“In una fase politica importante e delicata come quella attuale, che vede gli elettori chiamati ad informarsi in vista del referendum del 4 dicembre, c’è finora solo una trasmissione che è specificamente dedicata a illustrare le ragioni del Sì e del No, quella di Enrico Mentana su La7 il venerdì sera. E la Rai?”, si chiede ancora Anzaldi, “Non pervenuta”. “Eppure è proprio l’informazione il settore sul quale, da contratto di servizio, la tv pubblica dovrebbe mostrare la propria differenza e specificità rispetto alla concorrenza privata”.

“Finora gli unici risultati -prosegue ancora il deputato dem- nel settore dell’informazione che vanta l’attuale dirigenza Rai, con il Cda dal più alto numero di giornalisti della storia del servizio pubblico, è quello di aver smantellato trasmissioni storiche, di averne chiuse altre e di non aver creato nuovi spazi informativi competitivi. Qualcuno dovrà essere chiamato a risponderne”.