28 settembre 2016 | 10:58

Dal 5 al 7 ottobre in programma in Vaticano la prima conferenza mondiale sul rapporto tra Fede e Sport. Presenti anche Papa Francesco e il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon

Giorgio Greco – Lo Sport al servizio dell’Umanità. E’ questo il tema al centro della prima conferenza mondiale sul rapporto tra Fede e Sport che si svolgerà in Vaticano dal 5 al 7 ottobre, e che sarà presentata in una conferenza stampa in programma il 4 ottobre alle 11 nella sala stampa del Vaticano, in via della Conciliazione. Promosso dal Pontificio Collegio della Cultura, presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi, all’evento sono stati invitati 150 delegati internazionali dello sport, del mondo accademico, di fede, della business comunity e alla giornata inaugurale, interverranno, alla presenza di Papa Francesco, il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, e il presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Thomas Bach. Onu e Cio sono partner istituzionali, mentre partner e sostenitore dell’iniziativa è il Gruppo Allianz.

A promuovere l’evento è stato il cardinale Ravasi che l’aveva preannunciato il 12 maggio, in occasione della presentazione della location inedita scelta come sede di Casa Italia del Comitato Italiano Paralimpico ai Giochi di Rio De Janeiro: la parrocchia dell’Imaculada Conception che si trova nelle favellas. “In autunno terremo un grande momento di riflessione sul ruolo dello sport nella nostra società e, in particolare, sulla capacità di abbattere le barriere culturali e fisiche, agevolando il dialogo tra i popoli” aveva spiegato.

“Qualcuno si chiederà come mai il dicastero della Cultura si interessa dello sport e potrei limitarmi a replicare che in molti paesi i due dicasteri sono uniti. Ma al fondo – aveva sottolineato – c’e’ una ragione piu’ strutturale perche’ lo sport,come la musica, direi in parallello, sono due linguaggi universali. E sono due dei modi di comunicare, soprattutto tra i giovani, fondamentali, tanto da essere ormai diventati una lingua comune. Per questo motivo la cultura non può non occuparsi dello sport che, a sua volta, ha una dimensione sacrale”.

Per trasformare l’idea da concetto a realtà, il Vaticano ha invitato per due sessioni di lavoro un gruppo selezionato di 30 persone che rappresentano i vari gruppi di interesse per sviluppare la strategia, predisporre un ordine del giorno e fornire idee su come interagire tra fede e sport. Inoltre, il cardinale Ravasi ha impegnato un gruppo ristretto di esperti di sport e di marketing e costituito un team di gestione con cui lavorare e sostenere il Pontificio Consiglio della Cultura in materia di strategia e di partnership.