29 settembre 2016 | 12:36

Dal baffo arancione al rosso. ‘Il Manifesto’ si presenta in edicola con la sua nuova veste grafica. Non accontentatevi di vedere i nostri titoli sul Web, scrive la direttrice Rangeri nel suo editoriale: sono il risultato degli articoli, dei commenti, delle analisi che pubblichiamo

Da oggi ‘Il Manifesto’ cambia. Come annunciato nei giorni scorsi, il quotidiano si presenta in edicola con una nuova veste grafica. Un restyling che si accompagna all’intenzione di aprirsi a nuovi temi, di dedicare più spazio a supplementi e approfondimenti, aumentando anche il numero di pagine, da 16 a 24, e decidendo di puntare sulla carta, nonostante la crisi che sta attraversando l’editoria e in controtendenza rispetto alle scelte di molti altri quotidiani. 

“Un cambio d’abito per una nuova stagione politica”, racconta Norma Rangeri riferendosi al prossimo referendum costituzionale, nell’editoriale di oggi nel quale spiega il come e il perchè di queste novità, nata dall’intenzione di essere “sempre di più interprete dei tempi, capace di approfondire le idee che ci passano per la testa e sulle quali ogni giorno costruiamo il giornale, per offrire alle lettrici e ai lettori un punto di vista originale, stimolante, arricchente”.

Nella foto a sinistra la prima pagina dell’edizione del 29 settembre, a destra quella del 28 settembre

“Dal vecchio «baffo» arancione sopra la testata, torniamo al rosso, un colore sempre forte e deciso. Dalle 16 pagine tradizionali, passeremo – intanto solo la domenica – a 24, arricchite da dodici pagine dedicate ai libri. Pubblicheremo più supplementi (16 pagine che restano in edicola a soli 50 centesimi in più), sulle situazioni che riteniamo di grande interesse pubblico (l’ultimo sulla scuola, il prossimo sul referendum istituzionale), per riuscire ad andare oltre la quotidianità, per offrire approfondimenti, riflessioni, per stimolare l’attenzione, per suscitare dibattiti, per avere uno sguardo sull’Italia e sul mondo che non troverete negli altri giornali”, spiega Rangeri anticipando altre sfide che il quotidiano si prefigge di affrontare anche sul web, dove il giornale, spiega poi Matteo Bartocci all’interno raccontando anche i numeri social della testata, registra 360mila utenti unici al mese per 1,2 milioni di pagine viste, con un 12% di traffico che non viene dall’Italia.

“Sappiamo bene che oggi l’informazione cammina su più gambe, e che il web è un percorso obbligato per riuscire a intercettare un pubblico non abituato alla lettura del quotidiano su carta. Sarà un’altra sfida, anche se le nostre forze – fisiche ed economiche – sono messe già a dura prova”, dice riferendosi all’esborso sostenuto per uscire dalla liquidazione della vecchia società cooperativa – costato 1 milione e 750 mila euro – e invitando i lettori a sostenere il giornale. “Non accontentatevi di vedere i nostri titoli di copertina su Web, perché sono sempre il risultato non solo della nostra creatività ma anche degli articoli, dei commenti, delle analisi che pubblichiamo”, conclude il direttore.