29 settembre 2016 | 18:23

Fieg e Fnsi distanti sul rinnovo del contratto. Il sindacato dei giornalisti: no al precariato diffuso. Gli editori: servono discontinuità col passato e soluzioni ispirate a flessibilità ed efficienza. Bene la firma della proroga

Pel rinnovo del contratto dei giornalisti si può attendere. Perché serve un nuovo contratto “che segni discontinuità con il passato e che risponda alle esigenze di flessibilità ed efficienza delle aziende editoriali, impegnate nel processo di profonda trasformazione del settore, ma tuttora investite dalle ripercussioni della crisi”. A chiederlo è la Fieg in una nota con cui prende atto delle “rilevanti distanze con la Fnsi nella trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale del lavoro giornalistico”.

Maurizio Costa, presidente Fieg

Dopo la nota del 29 ottobre 2015, con la quale la Federazione italiana degli editori aveva comunicato che “il contratto di lavoro giornalistico avrebbe cessato di avere efficacia a far data dal 1° aprile 2016, e la successiva proroga fino al 30 settembre 2016”, la Fieg rende noto che “le trattative per il rinnovo contrattuale non si sono mai interrotte, senza portare tuttavia ai risultati attesi”.

Pertanto, “nonostante la prosecuzione del confronto, la Fieg ritiene che non sussistono ad oggi le condizioni per un rinnovo contrattuale”.

“Preso atto della distanza fra le rispettive posizioni”, Fieg e Federazione nazionale della stampa italiana “hanno concordato sulla necessità di proseguire il confronto, condividendo l’intendimento di non interrompere le trattative in corso”.

Pertanto, rendono noto Fieg e Fnsi, “le parti hanno sottoscritto un accordo che prevede che il Contratto nazionale di lavoro giornalistico prosegua la sua validità sino alla data del prossimo rinnovo contrattuale”.

“Le posizioni sono distanti”, conferma Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi. “È però positivo che le parti siano decise a definire regole condivise e che ci sia la volontà comune di andare avanti. La Fnsi rimane convinta che al centro del confronto debba esserci l’occupazione e che il futuro del settore non possa essere il precariato diffuso e il lavoro senza diritti”.

Raffaele Lo Russo, segretario Fnsi (foto assostamparegionali.wordpress.com)

Second l’Fnsi, “il tavolo fra governo e parti sociali, che porterà alla definizione di nuove regole per il comparto, a cominciare dalla riforma della legge 416/81, dovrà combinare la necessità di chiudere i processi di ristrutturazione ancora in atto con l’altrettanto ineludibile rilancio del settore, agevolando e stimolando gli investimenti e rilanciando l’occupazione. Il governo deve fare la sua parte partendo dal riconoscimento del ruolo strategico che l’informazione riveste in ogni sistema democratico, affrontando nodi strutturali, dalla ridefinizione delle norme sulle concentrazioni e sulle fusioni nel settore editoriale fino alla tutela del diritto d’autore e alla raccolta pubblicitaria, materie in cui la mancanza di regole agevola gli over the top, moltiplicandone fatturati e profitti, a scapito di tutto il sistema”.