Protagonisti del mese

30 settembre 2016 | 8:46

La guerra dei due presidenti

L’operazione verità sui conti del Gruppo 24 Ore, messa in moto dall’ad Del Torchio, apre uno scenario complesso e velenoso per le differenti ipotesi di soluzione e le opposte visioni politiche tra l’azionista di controllo, il leader di Confindustria Vincenzo Boccia e il presidente dell’editrice Giorgio Squinzi

Pur arrivata con un ritardo di due mesi, il tempo necessario a Gabriele Del Torchio – amministratore delegato dal 13 giugno – per capire la situazione, la semestrale del Gruppo 24 Ore fa finalmente chiarezza sui conti dell’editrice che, a fine anno, potrebbe registrare un deficit di poco superiore ai 40 milioni di euro. Se la previsione si concretizzasse, si dimezzerebbe il patrimonio netto, capitale sociale più riserve, che alla fine dell’esercizio 2015 ammontava a oltre 86 milioni (era di 360 milioni nel 2008), rendendo d’attualità la necessità di un intervento di Confindustria che detiene il 67,5% dell’editrice del Sole 24 Ore. Per risolvere la preoccupante situazione è stata avanzata una serie di ipotesi, tra cui un aumento di capitale (che farebbe venire l’orticaria a parecchi aderenti l’associazione imprenditoriale), una ristrutturazione del debito con un ulteriore finanziamento delle banche, un’emissione di un prestito obbligazionario, una ricapitalizzazione con l’intervento di una cordata di azionisti, che così arriverebbero di fatto al controllo del gruppo. Un’eventualità, quest’ultima, che, insieme a quella di una vendita del Sole 24 Ore, è assolutamente scartata da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, più che mai determinato a tenere la testata saldamente ancorata all’associazione.

Con sul tavolo le cifre della semestrale e il piano industriale approntato da Del Torchio, sarà il Consiglio generale di Confindustria ad affrontare il problema Gruppo 24 Ore. L’occasione rischia di rendere più evidenti le divisioni tra gli industriali italiani, dopo che Boccia è riuscito a conquistarne la leadership, battendo per nove voti Alberto Vacchi, il candidato sostenuto da importanti territori come Assolombarda (la più grande associazione territoriale di Confindustria) e l’Emilia-Romagna. Un effetto concreto della frattura fotografata dal voto del 31 marzo lo si è visto il 29 aprile, al rinnovo dei vertici del Gruppo 24 Ore. Infatti, mettendo da parte il fair play che avrebbe richiesto di aspettare l’assunzione dei pieni poteri da parte di Boccia e il passaggio delle quote della casa editrice che sono intestate personalmente al presidente di Confindustria, il leader uscente dell’associazione, Giorgio Squinzi, è diventato presidente del Cda del gruppo.

Nella foto: Roberto Napoletano e Giorgio Squinzi

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 475 – Settembre 2016

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