Protagonisti del mese

30 settembre 2016 | 8:41

Meno burocrazia, più fantasia

Ilaria Dallatana, da marzo direttore di Rai2, sta cercando di costruire una rete non ingessata, con una commistione di cose alte e basse e con nuove modalità di narrazione per parlare a target diversi. Tra le novità del palinsesto una forte linea informativa, con i programmi di Santoro e di Sortino, e il ritorno in grande stile della fiction, con quattro nuovi progetti

“Qualsiasi cosa fai si presta a una strumentalizzazione mediatica. Per quanto me l’aspettassi, non pensavo fosse una cosa così dirompente. Come le polemiche sugli stipendi: considero il mio un buono stipendio (300mila euro: ndr), ma prendevo di più prima e non dovevo vivere a Roma, e non avevo questo carico di responsabilità. Per esempio, la chiusura di ‘Virus’, nata da una mia esigenza molto sentita di innovare il linguaggio dell’informazione. C’è stata una reazione violenta che mi ha colto di sorpresa perché, secondo me, sto solo facendo il mio mestiere”. Stacanovista, adrenalinica, e molto determinata, Ilaria Dallatana, da marzo direttore di Rai2, è la sacerdotessa di una sola religione: la televisione e il suo prodotto. Ex Mediaset, ex Magnolia, alla Rai si sta muovendo con la libertà di testa che la caratterizza. Per questo ha già fatto cose strane, mai successe prima: si è comprata direttamente un format che le piaceva da anni e che vedremo presto in onda, e poi l’ingaggio di Mika, una star internazionale che stava a Sky, al debutto su Rai2 l’8 novembre.

La intervistiamo mentre ha le valigie pronte per andare in vacanza, e ci racconta l’impatto di questi primi mesi. “Un po’ ambivalente”, dice. “La sensazione bella è stata vedere tanto entusiasmo in questa corsa a fare i palinsesti. Mettere in opera tanti programmi nuovi e rimaneggiamenti strutturali di programmi vecchi riguarda un comparto enorme di settori e, se ci stiamo riuscendo in tempi così rapidi, è perché tutta l’azienda, vecchi e nuovi senza distinzione, ha pedalato in questa direzione”.

Ilaria Dallatana

Prima – Che cosa invece non le è piaciuto?
Ilaria Dallatana – Quello che non va è come funziona ancora la Rai. Per una stratificazione di procedure e modalità operative si è creata una burocrazia tale che rischia di farti perdere l’obiettivo del tuo lavoro.
Prima – Lei come direttore di rete ha un potere per sveltire un po’ le procedure e saltare qualche passaggio?
I. Dallatana – Dal momento che la semplificazione di alcuni iter amministrativi è un obiettivo del nuovo corso della Rai, con i colleghi di altre direzioni ci stiamo muovendo moltissimo e in maniera orchestrata per fluidificare le procedure e alcuni passi avanti sono stati fatti.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 475 – Settembre 2016

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