Servizio di copertina

30 settembre 2016 | 8:43

Autunno Caldo

Mi è parsa fulminante la fotografia che ha colto il baciamano di Giovanni Malagò alla sindaca Virginia Raggi durante la presentazione del logo degli Europei di calcio al Foro Italico. L’episodio è avvenuto il giorno successivo al mancato appuntamento in Campidoglio, quando la sindaca grillina se ne stava a smangiucchiare un tramezzino in un bar, indifferente al fatto che nell’anticamera del suo studio la stesse attendendo da una buona mezz’ora il presidente del Coni. Il quale è sì un galantuomo, ma non uno disposto a farsi strapazzare, tant’è che ha preso il cappello in segno d’indignata protesta di fronte a tanta strafottenza e malagrazia. Oltretutto, in quell’incontro mancato, si sarebbe dovuto discutere e decidere non di addobbi natalizi a via del Corso, ma della contrastata candidatura della capitale italiana alle Olimpiadi 2024.
Quel baciamano è un gesto desueto quanto elegante, ma anche raggelante. Basta vedere gli occhi rapiti della Raggi per capire come Malagò sia riuscito a incatenarla davanti a tutta la platea, dimostrando per l’ennesima volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, le sue capacità nell’interpretare il proprio ruolo politico e nel comunicarlo con un’efficacia rara.

Ragionando con Alessandra, abbiamo dunque deciso di mettere in copertina proprio quella foto così simbolica; e in grado anche di segnalare il sudatissimo lavoro che abbiamo fatto in questi ultimi mesi per realizzare il ‘Grande libro dello Sport e Comunicazione’ che trovate in allegato a questo numero. Numero che arriva in edicola un po’ in ritardo proprio perché abbiamo voluto aggiornare fino all’ultimo lo speciale sullo sport scrivendo e riscrivendo storie e personaggi che popolano il sistema sportivo italiano, non solo quello rappresentato dalle grandi federazioni o squadre di calcio, dalle star mondiali del motociclismo o del nuoto, ma anche quello che fa riferimento a realtà minori però profondamente innestate nel tessuto sociale del nostro Paese, quanto spesso ignorate.

L’importanza del mondo dello sport è ribadita dal numero di sponsor che investono ogni anno, e non solo sul calcio, milioni di euro; e dalle numerose aziende che si occupano di consulenza e mediazione. Si tratta di un settore che si sta rivelando una miniera per il mondo dell’intrattenimento e della comunicazione, tanto che due real­tà importanti come il Gruppo 24 Ore e la centrale media GroupM hanno deciso di costituire società dedicate. Per non dire della relazione tra sport e media. Secondo voi è un caso che un volpone come Urbano Cairo che, con la sua energia decisionale e spiccia, sta seminando panico in Rcs fra tutti quelli che finora vivevano il proprio mestiere in maniera routinaria, si sia buttato a corpo morto su Rcs Sport, convinto che lì si possano generare fatturati consistenti e che sia un territorio da arare e seminare senza sosta?
Questo numero di Prima Comunicazione dedica ampio spazio ai temi più caldi delle scorse settimane nel campo dell’informazione e dei media, con una particolare attenzione a ciò che sta avvenendo al Gruppo 24 Ore, i cui problemi rischiano d’infettare pericolosamente la stessa Confindustria. Altra storia, tutt’altro che trascurabile è quella che riguarda il Gruppo Editoriale L’Espresso e la sua fusione con l’Itedi, con il risvolto doloroso della vendita di alcuni quotidiani locali della Finegil necessaria per rispettare i paletti imposti dall’Antitrust. Né potevamo evitare di occuparci di quel che avviene a Viale Mazzini, costantemente sotto schiaffo da parte della politica. Basta guardare (Alessandra l’ha fatto, io mi sono astenuto, ma mi fido ciecamente dei suoi minuziosi report) i video delle sedute della commissione di Vigilanza pubblicati sul sito della Camera, che danno la misura della inesausta pulsione del potere politico nei confronti della Rai, considerata una sorta di buffet disponibile ventiquattro ore su ventiquattro e il cui menu deve corrispondere ai gusti ora dell’uno ora dell’altro commissario, parlamentare, suggeritore, segretario che dir si voglia.
Non c’è bisogno della sfera di cristallo per dire che l’autunno che ci aspetta sarà particolarmente bollente.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 475 – Settembre 2016

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