30 settembre 2016 | 12:57

Portare il Paese nella modernità, semplificando il rapporto con le istituzioni. Diego Piacentini racconta a Repubblica i suoi obiettivi da Commissario straordinario per il digitale. Lavoro gratis per due anni. Dalla mia presenza nessun vantaggio per Amazon in Italia

“Rendere i servizi pubblici per i cittadini accessibili nel modo più semplice possibile attraverso i dispositivi mobili”. È l’obiettivo che Diego Piacentini, top manager prima di Apple e poi di Amazon, nominato ieri dal governo Commissario straordinario per il digitale, si è dato e che illustra in un’intervista al direttore di Repubblica, Mario Calabresi. “Sono venuto con l’obiettivo di rendere la vita più semplice ai cittadini, semplificando il rapporto con le istituzioni, e per far sì che la macchina dello Stato sia in grado di usare le tecnologie come accade in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. Un rapporto semplice tra Stato e cittadino è condizione necessaria per sviluppo economico, perché stimola gli investimenti anziché frenarli”.

Diego Piacentini (foto Olycom)

“Ho rinunciato anche ai rimborsi spese, niente vitto e alloggio, pago tutto con la mia carta di credito personale”, ha raccontato il manager, spiegando la sua decisione di lavorare senza alcuno stipendio come figlia della cultura del ‘give back’ che ha conosciuto durante la sua permanenza in America. “Sono stato contagiato da un’idea forte, quella di restituire al proprio Paese, alla propria scuola, alla propria università”. Una mentalità che non è nel “dna” italiano, e che, confessa, ha lasciato perplessi anche i suoi genitori quando ha comunicato la sua intenzione di lasciare Amazon per tornare due anni in Italia, per di più gratuitamente.

Piacentini respinge i dubbi su un eventuale conflitto di interessi: “Amazon in Italia esiste solo da 6 anni ed è una quota davvero molto piccola del fatturato mondiale, la mia presenza non ha proprio nessun impatto”,dice, ribadendo che nel suo ruolo “non ha a che vedere con legislazioni e politiche e nemmeno con le centrali di acquisto, non devo fare contratti di forniture”.

Parlando in concreto dei suoi piani, ha spiegato che due anni è il tempo che si è dato “per creare un sistema che permetta il cambiamento e duri nel tempo”. Delle difficoltà potrebbero nascere se il governo Renzi dovesse cadere: “complicherebbe un po’ la situazione, ma il sistema che si deve creare è indipendente da chi è il primo ministro”. “Oggi devi certificare o autocertificare ancora troppe cose, ma se l’anagrafe è costruita con tecnologie che tutte le amministrazioni pubbliche condividono, allora non devi più certificare di esistere e tutto diventa accessibile e aperto”.

“Il nostro ufficio sarà a Palazzo Chigi”, conclude Piacentini, spiegando come la sua intenzione sia costruire “un gruppo di una ventina di persone di altissima competenza tecnologica, una sorta di startup all’interno di una macchina antica come l’amministrazione statale”.