04 ottobre 2016 | 18:30

Via libera definitivo della Camera al ddl editoria. Costa (Fieg): ora decreti attuativi e misure per dare ossigeno alle imprese. Abbiati (Snag): gli editori applichino correttamente la parità di trattamento. Lorusso e Giulietti (Fnsi): poste le basi per il rilancio

Sì definitivo dell’Aula della Camera al ddl Editoria. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 275 voti a favore, 80 contrari e 32 astenuti. Al voto finale si sono espressi contro i deputati di M5S e Fi, mentre si sono astenuti quelli della Lega e di Fratelli d’Italia. Il testo, già approvato da Montecitorio e modificato al Senato, prevede “l’istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti”. Il testo unificato prevede anche la “procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

“Dopo 376 giorni di lavoro parlamentare finalmente è stata approvata la legge sull’editoria e sul pluralismo, che si occupa di tutta la filiera dell’informazione. Grazie a questo testo, non saranno spente tante piccole voci che garantiscono nei territori la possibilità di informarsi e sarà favorita l’apertura di nuove iniziative editoriali, in particolare per i giovani”, ha commentato il deputato Pd, Roberto Rampi, relatore insieme a Roberto Cociancich. “Il provvedimento interviene sulla qualità del lavoro del giornalista e sulla sua tutela professionale. Si tratta di un passaggio storico per il mondo dell’informazione e dell’editoria, che da tempo attendeva una regolamentazione seria per un settore fondamentale per la nostra democrazia”.

Nella foto: Maurizio Costa, Armando Abbiati, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti

“Un importante traguardo a cui deve seguire il rapido avvio del cantiere delle misure per contrastare la crisi dell’editoria giornalistica del nostro Paese”, è stato il primo commento di Maurizio Costa, presidente della Fieg. “L’editoria quotidiana e periodica è investita da una pesantissima crisi”, ha detto Costa. “Negli ultimi 8 anni le imprese del settore hanno visto dimezzato i propri ricavi, con un crollo del fatturato pubblicitario di oltre il 60%. Una legge per il settore era indispensabile e oggi, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, la legge c’è, ma – trattandosi di una legge delega – è necessaria la rapidissima emanazione dei decreti attuativi”.

“Affinché le misure previste diventino concrete e operative”, ha ribadito Costa, “è indispensabile che vengano garantite, nella prossima legge di bilancio, le necessarie coperture finanziarie”. ”Si adottino, quindi, senza indugio, le indispensabili misure per dare ossigeno alle imprese e in particolare: l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali, utile per il rilancio dei consumi e per garantire una ripresa degli investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica; la liberalizzazione della vendita di prodotti editoriali, per superare la critica situazione delle edicole; la copertura finanziaria dei prepensionamenti relativi ai piani di ristrutturazione e di riorganizzazione delle imprese editrici, per garantire il processo di trasformazione ed evoluzione necessario”.

“Gli effetti concreti di questa riforma dipenderanno dai decreti attuativi del governo, che ci auguriamo vengano emanati a breve, dopo la necessaria consultazione delle associazioni di categoria. Ci aspettiamo che gli editori applichino correttamente la parità di trattamento con le nuove modalità stabilite per legge a beneficio dell’economicità dell’intera filiera e a tutela dei lettori di stampa quotidiana e periodica”. E’ il commento di Armando Abbiati, presidente Snag, Sindacato nazionale autonomo giornalai. “È fondamentale il rispetto dei principi e dei criteri direttivi”, continua Abbiati in una nota. “Mi auguro che il Governo tenga in debita considerazione le esigenze delle edicole e il loro insostituibile ruolo nella diffusione democratica dell’informazione e disciplini l’attività di distribuzione creando un sistema distributivo più equo che sia in grado di garantire il diritto di accedere alla stampa su tutto il territorio nazionale”, conclude.

“Con la definitiva approvazione della legge di riforma dell’editoria da parte della Camera dei deputati si pongono finalmente le basi per il rilancio dell’intero sistema dell’informazione, che non potrà che ripartire dalla formulazione di nuove regole antitrust e dalla tutela dell’autonomia delle redazioni, più che mai urgenti alla luce dei processi in atto di fusione e di cessione della proprietà delle testate”. Lo affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. ”Vanno ringraziati i parlamentari, a cominciare dai relatori alla Camera e al Senato, Roberto Rampi e Roberto Cociancich, che in questi mesi hanno ascoltato e fatto proprie le istanze più importanti avanzate dal sindacato dei giornalisti, e le Associazioni regionali di stampa, che con la loro mobilitazione hanno permesso di giungere alla riforma a 35 anni dalla legge sull’editoria, la numero 416 del 1981, e a 53 anni dalla legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, numero 69 del 1963. A questo punto è necessario che si avvii immediatamente il confronto sui regolamenti, anche per non lasciare alibi a chi vorrebbe tenere congelati i contratti di settore”.

“Si tratta di misure necessarie per l’intero settore dell’informazione”. E’ il commento dell’Ordine dei giornalisti dopo l’approvazione definitiva del ddl editoria. “L’auspicio – prosegue la nota – è che, mettendo a punto i decreti delegati, il sottosegretario Luca Lotti trovi il modo per far sì che questi finanziamenti non restino nelle casse degli editori, ma vadano anche ai giornalisti che vivono attualmente in una condizione di grande sfruttamento. Con uno sforzo in più si potrebbe anche garantire ai cittadini il diritto di sapere chi controlla i mezzi di informazione e quali legittimi interessi i singoli editori hanno in altre attività”.

“Soddisfazione” viene espressa dalla maggioranza dei presidenti regionali dell‘Ordine dei giornalisti per l’approvazione in terza lettura alla Camera del ddl sull’editoria che contiene un passaggio “chiave per poter procedere ad una riforma organica dell’Ordine dei giornalisti, attesa da anni”. “Da oggi si volta pagina – si legge in una nota della maggioranza dei presidenti regionali – in quanto il provvedimento introduce nuove norme sulla composizione e le competenze dell’Ordine nazionale, premessa indispensabile per completare una riforma dell’Ordine adeguata alle mutate esigenze della professione giornalistica”. “La legge approvata oggi – continua la nota – prevede infatti la riduzione del numero dei componenti del Consiglio nazionale (dai 144 consiglieri attuali, cui si sommano i 12 che fanno parte del Consiglio di disciplina, a 60 componenti, compresi i 12 del Consiglio di disciplina) riequilibrandone il rapporto tra professionisti e pubblicisti (due terzi e un terzo). Si riducono quindi i costi dell’organismo, si restituisce la rappresentanza a chi svolge effettivamente l’attività giornalistica, si garantisce una presenza territoriale venendo incontro alle istanze della maggioranza dei presidenti degli Ordini regionali”. “Ora – conclude la maggioranza dei presidenti regionali – auspichiamo che in tempi brevi il Governo approvi i decreti delegati sulla formazione e il nuovo sistema elettorale, anche per poter rinnovare quanto prima gli organismi dell’Ordine con le nuove regole”.

“L’approvazione definitiva del ddl editoria è una buona notizia”. È il commento del Coordinamento della Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione (Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg). “Va dato atto al Governo e al Parlamento – si legge in una nota – di avere individuato una serie di strumenti per affrontare la situazione di perdurante difficoltà del settore”. Per il Coordinamento della Filiera Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione ora occorre far presto e attuare subito la norma sugli sgravi fiscali per gli investimenti pubblicitari sulla stampa. “Per far fronte alla caduta degli investimenti pubblicitari sulla stampa (ancora in caduta del 5,1% sui quotidiani e del 3% sui periodici nei primi 7 mesi 2016) – si afferma nel comunicato – la Filiera sostiene la detassazione degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, misura che premia le imprese che investono in pubblicità. La misura, contenuta nella legge approvata oggi deve essere attuata con rapidità in quanto ha il duplice obiettivo di rilanciare gli investimenti pubblicitari, con la loro funzione di spinta ai consumi e, al contempo, garantire risorse a quotidiani e periodici, veicolo di cultura e libertà”. L’altro tema sul quale il Coordinamento richiama l’attenzione è quello della promozione della lettura e dei consumi culturali. “Rimane forte – si spiega nella nota -. la necessità di dare un nuovo impulso al consumo dei prodotti culturali da parte delle famiglie: la Filiera ha proposto una detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche per gli acquisti di libri, quotidiani e periodici, in percentuale all’importo speso nel corso dell’anno. La detrazione proposta dalla Filiera è utile per la promozione stabile della lettura e per sostenere il diritto allo studio e alla conoscenza, il cui esercizio alimenta il sapere e il futuro del nostro Paese”. “In questo senso – si legge ancora – il Bonus Cultura per i diciottenni, di prossima attuazione e già previsto nella Legge di Stabilità 2016, è certamente positivo e lo sarà tanto più se sarà esteso dal settore dei libri anche a quello dei quotidiani e dei periodici”.

“Viva soddisfazione per la rapida approvazione della legge di riforma del sostegno pubblico all’editoria cartacea e telematica” è stata espressa dal Segretario Generale Uspi, Francesco Saverio Vetere. ”L’Uspi ha contribuito in modo sostanzioso al varo della nuova legge con proposte, audizioni e sostegno continuo alle forze politiche e parlamentari, nel corso dell’anno necessario per la conversione in legge del provvedimento”.

“Una legge per il settore era attesa da anni. Ora l’auspicio è che sia rapida l’emanazione dei previsti decreti attuativi, per dare forma compiuta alla riforma. L’impegno primario del governo – ha aggiunto – sarà quello di reperire risorse sufficienti per perseguire gli obiettivi della nuova legge”.
“E’ stata importante – ha puntualizzato la Vice Segretario Generale, con delega al digitale, Sara Cipriani – l’introduzione, al Senato, di una precisa enunciazione di ”quotidiano on line”, che in tal modo, entra a pieno titolo nella definizione legislativa di “prodotto editoriale”. ”Passata con successo questa riforma – ha concluso Vetere – ora l’onere e l’attenzione dei politici e dei parlamentari dovranno essere rivolti, sempre nell’ottica di sostegno alla crisi del settore editoriale, alla proroga delle tariffe postali per quotidiani e periodici, in scadenza al 31/12/2016″