04 ottobre 2016 | 18:10

Il mercato delle news è drogato dai big digitali che prendono l’85% dei ricavi pubblicitari, dice Luna presentandosi alla direzione dell’Agi: il web non è un mondo a parte ma è il nostro mondo. Solidale con voi, ma con l’editore da oggi in poi ci parlo solo io

L’Agenzia Italia è un “baluardo dell’informazione” da “più di mezzo secolo”. Con un “patrimonio indiscusso di autorevolezza e credibilità che l’Agi rappresenta da sempre”. Sono le parole con cui il nuovo direttore dell’Agi, Riccardo Luna, si è presentato alla redazione.

Stralci di un discorso che è stato in parte pubblicato su Medium.com con il titolo: ‘Come reinventare una agenzia di stampa nell’era digitale: apriamo il cantiere Agi’.

Foto: Agi

Luna, infatti, ha parlato anche di web, spiegando che “il sito web non è un mondo a parte, ma è parte del nostro mondo”.

Un mondo che cambia, quello dell’editoria, e che “cambia sempre più in fretta e che in certi momenti sembra poter fare a meno di noi” giornalisti, ha affermato.

“Quando sono nato mio papà lavorava all’Agenzia Italia”, ricorda Luna, e “quando a 19 anni ho iniziato a collaborare, una delle redazioni che mi accolse” è stata proprio l’Agi.

“Abbiamo un editore, l’Eni – prosegue Luna -, che evidentemente scegliendo me e Marco Pratellesi per guidare Agi in questa fase, ha deciso di provare a trovare una risposta che non fossero la chiusura, il ridimensionamento, i tagli senza fine”.

“Il piano editoriale lo faremo tutti assieme”, ha spiegato il direttore alla redazione. “Io ovviamente ho già alcune idee in mente ma prima di esporle voglio parlare con tutti voi, uno per uno. Siete una ottantina, in un mese ce la faremo”.

Il mercato delle news, secondo Luna, è “drogato” dai big della Silicon Valle “che prendono l’85 per cento del totale dei ricavi pubblicitari del digitale”.

Luna, infine, dopo aver ringraziato il direttore uscente Roberto Iadicicco, ha elencato dodici principi che “possiamo provare ad attuare subito”.

1) Le notizie prima di tutto. Non mi interessa chi ne avrà un vantaggio immediato e non vi preoccupate se qualcuno si offende.

2) Si pubblica tutto ma non si forza mai un titolo o una frase. Mai.

3) Si spiega per bene, senza dare nulla per scontato. Dobbiamo dire chi è che parla, quanti anni ha, che incarico ha, a cosa serve un provvedimento, cosa significa una sigla.

4) Meglio un fatto che una battuta. A volte le battute diventano fatti politici, è vero, ma è raro che durino più di un giorno. Le battute lasciamole a Twitter.

5) Il sito web non è un mondo a parte, ma è parte del nostro mondo.

6) La mia porta sarà sempre aperta ma non venite a parlarmi male di un collega ditemi piuttosto cosa potete fare voi di più e meglio.

7) Siate curiosi, il digitale ci costringe a cambiare ma ci offre anche tante opportunità nuove. Dobbiamo imparare cose nuove, sperimentare, ogni giorno.

8) Non abbiate paura di sbagliare ma non fatelo da soli, condividete le scelte, siamo una squadra.

9) Lavoreremo tanto ma vorrei che ci divertissimo.

10) Le cose cambiano un giorno dopo l’altro e cambiano facendo ogni giorno meglio del giorno prima. Per farlo introdurremo dei controlli quotidiani di quantità e di qualità, ma la qualità conta di più. Ogni giorno ci faremo un esame non per punire ma per capire dove migliorare.

11) Sarò il vostro baluardo da ingerenze interne e esterne, il garante della vostra libertà. Ma con l’editore da oggi in poi ci parlo solo io.

12) Infine, ma per me è fondamentale, faccio mio il discorso che Joe Biden fece al suo staff quando si insediò alla Casa Bianca come vice di Obama: il lavoro è importante ma anche la vostra famiglia è importante. Vorrei che ci organizzassimo in modo che nessuno di voi debba saltare una festa di compleanno, una ricorrenza, un anniversario o la visita medica di un parente se necessaria.