05 ottobre 2016 | 10:58

Bufera su Yahoo, accusato di aver scannerizzato milioni di email, mettendole a disposizione degli 007 americani. L’appello di Snowden: chiudete i vostri account

Dopo l’attacco hacker che avrebbe portato alla violazione di oltre 500 milioni di account, una nuova bufera si sta abbattendo su Yahoo. Secondo quanto rivelato dall’agenzia Reuters, citando fonti vicine al dossier, tra cui due ex dipendenti del gigante del web, il gruppo guidato da Merissa Mayer, che recentemente ha venduto le sue attività internet a Verizon, avrebbe in gran segreto scannerizzato centinaia di milioni di indirizzi di posta elettronica dei propri utenti mettendoli a disposizione degli 007 Usa, dall’Fbi alla National Security Agency.

Per gli esperti si tratterebbe del primo caso in cui una società fornitrice di servizi internet acconsente alle agenzie di intelligence Usa di controllare tutte le emai in arrivo, compresi gli allegati. Mentre Yahoo si sarebbe opposta a consentire l’accesso alle email gia’ immagazzinate o allo scanner di alcuni account in tempo reale.

Marissa Mayer

Marissa Mayer, ceo Yahoo (foto Olycom)

Non è chiaro quale tipo di informazioni gli 007 stessero cercando, ma secondo le fonti l’ad Merissa Mayer avrebbe obbedito alla richiesta in disaccordo con alcuni dei vertici di Yahoo. Anzi, forse propri questo episodio andrebbe legato l’addio del giugno 2015 di uno dei top manager del gruppo, Alex Stamos, allora a capo della Information Security.

Non si e’ fatta attendere la reazione di Edward Snowden, la ‘talpa’ più famosa d’America, ora rifugiata in Russia, che fece esplodere lo scandalo del ‘Datagate’. Con un appello su Twitter, Snowden ha invitato tutti gli utenti di Yahoo a chiudere i loro account.

“Si tratta di notizie fuorvianti”, il commento del gruppo guidato da Marissa Mayer, in cui si sottolinea come Yahoo abbia sempre usato un criterio restrittivo nel consentire alle autorità di accedere ai dati personali del clienti. ”Una scannerizzazione delle email in entrata come viene descritta”, ha specificato Yahoo secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, “non esiste nei nostri sistemi”.