Radio

05 ottobre 2016 | 17:33

La radio ha perso 36 milioni di ricavi in un anno. Raccolta pubblicitaria in calo, minori contributi (-22,4%) e 17 milioni in meno dal Canone Rai. Confindustria radiotv: pagano dazio le radio locali (-24,6%) (INFOGRAFICHE)

Non si ferma la crisi della radio in Italia. Soprattutto della radio locale. Secondo quanto contenuto nello Studio economico del settore radiofonico in Italia, pubblicato da Confindustria radio televisioni, in un anno, dal 2013 al 2014, sono andati persi 36 milioni di ricavi (-6,8%). Tanto che i ricavi 2014 dell’intero comparto sono fermi a 481 milioni totali.

Secondo i dati elaborati partendo dagli estratti dei bilanci delle emittenti commerciali costituite in società di capitali (Srl, Spa, Soc. Coop), la contrazione del settore radiofonico “rispecchia la crisi economica“. La crisi, spiega Confindustria, “ha colpito il mercato e in particolare la raccolta pubblicitaria che rappresenta il 70% dei ricavi complessivi delle società radiofoniche (90% circa escludendo l’operatore di servizio pubblico Rai e in particolare la quota di canone attribuibile)”.

A pagare dazio sono soprattutto le radio locali, che vedono i ricavi contrarsi del 16% e attestarsi a 130, milioni, pari a 24,6 milioni in meno. A fronte di una perdita, invece, che per le emittenti nazionali sfiora gli 11 milioni di euro (-3%). per complessivi 351,1 milioni di euro raccolti.

Quanto al servizio pubblico, secondo le stime fornite da Agcom, anche la quota di Canone Rai destinata alla radio (circa il 6% del totale) “ha risentito di una importante riduzione passando dai 113 milioni di euro del 2013 ai 96 del 2014″.

Il servizio pubblico Rai, precisa Confindustria, “con le due componenti di ricavi (canone + pubblicità) registra un calo di ricavi nel biennio pari al 13,7%. Il dato risente del decurtamento di 150 milioni di euro dal totale canone radiotv applicato nel 2014 da parte del Governo”.

Del 22,4%, infine, si sono contratti i contributi erogati all’emittenza radiofinica in quattro anni.

Ecco le quote di mercato in Italia al 2014:

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