Mercato

05 ottobre 2016 | 17:07

La case history Unipol presentata al summit del Global Reputation Leaders Network a Boston

Il Gruppo Unipol protagonista al “Global Reputation Leaders Network Summit” che si riunisce il 4 e il 5 ottobre a Boston, importante e riconosciuto evento internazionale organizzato da Reputation Institute, società leader a livello mondiale nella corporate reputation management, dove le più importanti aziende mondiali si confronteranno per condividere le strategie di gestione della reputazione e le migliori best practices.

Unipol – rappresentata a Boston dal Responsabile Comunicazione del Gruppo Alberto Federici – è stato considerato un “best case” perché ha saputo comprendere, prima e meglio di altri, l’importanza di posizionare la reputazione come asset aziendale da valorizzare (con la comunicazione) e da proteggere (gestione del rischio) nonchè da integrare nelle metriche di business ed entrare progressivamente a far parte del processo di planning strategico del Gruppo.

Il progetto, che verrà presentato da Unipol durante il summit il 4 ottobre, prevede un approccio integrato: da un lato contribuire a far crescere il valore dell’azienda, partendo dalla misurazione e analisi della reputazione attuale fino a implementare un piano di azioni allineato con i bisogni e obiettivi del Gruppo, e dall’altro identificare e mitigare i rischi derivanti da eventi che potrebbero impattare negativamente la reputazione e, quindi, il valore di Unipol.

Oltre all’approccio integrato, gli aspetti che contribuiscono a rendere unico il modello Unipol sono:
- l’ampiezza dell’analisi costituita da sette segmenti di stakeholder di cui sono state analizzate le percezioni (opinione pubblica, dipendenti, giornalisti, Istituzioni, comunità finanziaria, agenti, clienti);
- la prospettiva di approccio che ha permesso di mettere a confronto percezioni e aspettative sia interne (top management e dipendenti) che esterne all’azienda (altri pubblici);
- l’allineamento strategico con il quale le diverse funzione aziendali sono chiamate a contribuire alla realizzazione degli obiettivi reputazionali (creazione e protezione) partendo da un cruscotto di lavoro e azioni condivise.

Nel Gruppo Unipol la reputazione è un asset strategico in grado di orientare il business e sta diventando una leva manageriale per attivare un cambiamento culturale interno/esterno capace di contribuire alla creazione di valore.

Secondo uno studio di Reputation Institute Il 64% delle persone comprerebbe i prodotti di azienda con una forte/ottima reputazione, al contrario del restante 25% della popolazione che comprerebbe prodotti/servizi di aziende con scarsa reputazione. Anche per il settore “Financial” è emersa la relazione tra reputazione e propensione all’acquisto: +5 punti in reputazione portano a +4,5% nelle scelte d’acquisto degli italiani.