06 ottobre 2016 | 11:56

Rai: presentati in Cda i piani editoriali dei nuovi direttori e definite le loro squadre, con in tutto 25 nuovi vice. Critiche sugli ascolti di ‘Politics’ e sui ritardi nella presentazione del piano di Verdelli. Gasparri: continua la lottizzazione. I consiglieri reagiscano

Recepiti, dal Cda Rai, i piani editoriali dei direttori di Tg2, Tg3, Giornale Radio Rai e Rai Parlamento. I direttori, durante la riunione di ieri hanno definito le proprie squadre di lavoro che verranno presentate alle redazioni. Per il Tg1 sono stati indicati nella carica di vicedirettore Maria Luisa Busi, Costanza Crescimbeni, Filippo Gaudenzi, Raffaele Genah, Francesco Primozich e Gennaro Sangiuliano; per il Tg2 Carlo Pilieci, Giovanni Alibrandi, Stefano Marroni, Rocco Tolfa, Andrea Covotta; per il Tg3 Maurizio Ambrogi, Giorgio Saba, Pierluca Terzulli e Carmela Rita Santoro; per Rai Parlamento Fulvio Meconi, Leonardo Sgura, Susanna Petruni e Alfonso Samengo; per il Giornale Radio Maria Teresa Torcia, Mario Vitanza, Francesco De Vitis, Mario Prignano, Roberto Pippan, Matteo Cortese.

Nella foto, in alto da sinistra: Mario Orfeo, Ida Colucci e Luca Mazzà; sotto, da sinistra Vincenzo Morgante, Nicoletta Manzione e Andrea Montanari

Nel corso del consiglio è stato sollevato anche il tema dell’andamento negativo degli ascolti di alcuni nuovi programmi Rai e del ritardo nella presentazione del piano sull’informazione. Le critiche alla gestione del nuovo direttore per l’Offerta informativa Carlo Verdelli sono arrivate, secondo quanto riportano le agenzie, in particolare, dal consigliere Arturo Diaconale che ha contestato gli ascolti di ‘Politics’, il programma di Rai3 condotto da Gianluca Semprini, arrivato al 2,5% di share nell’ultima puntata andata in onda lo scorso 4 ottobre, ma anche quelli del nuovo tabloid domenicale.

Diaconale, insieme ad altri consiglieri e al presidente Monica Maggioni, ha anche chiesto che Verdelli condivida con il cda il piano dell’informazione, che il consiglio intende seguire passo dopo passo in modo da arrivare a un progetto condiviso. Il direttore dell’informazione, sempre secondo le ricorìstruzioni delle agenzie, avrebbe avuto anche un botta e risposta con Diaconale, dicendosi pronto a un passo indietro qualora venisse a mancare la sua fiducia nei suoi confronti. Il tema dovrebbe tornare al centro della discussione nel prosieguo della seduta in programma questa mattina. Il piano sull’informazione – secondo quanto precisato anche dal dg Antonio Campo Dall’Orto – dovrebbe essere presentato entro dicembre.

In attesa dell’audizione per il dg Campo Dall’Orto e la presidente Maggioni, in programma oggi nel pomeriggio in Vigilanza Rai, non sono mancate le critiche sia per il numero dei vicedirettori scelti, che per la situazione degli ascolti dei programmi di informazione. “Continua l’opera di demolizione della Rai da parte degli attuali vertici che hanno il compito di mettere in ginocchio il servizio pubblico radiotelevisivo e di asservire l’informazione ai desideri di Renzi. Mentre nuovi programmi precipitano intorno al 2 per cento di ascolto e perfino gli spazi domenicali con il riesumato Pippo Baudo vengono sconfitti dalla concorrenza, si fa un’infornata di vicedirettori”, ha scritto in una nota Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia.

“Quelli che dicevano di volere una Rai lontana dalla politica hanno, su input governativi, moltiplicato le poltrone. Si è arrivato al record di testate che con poche decine di redattori hanno un numero spropositato di vicedirettori”, ha sottolineato, ribadendo come il tema sarà affrontato in Vigilanza, “dove i vertici Rai non hanno ancora dato risposte sui rilievi fatti loro dall’Anticorruzione”. “Hanno assunto figli segnalati da padri cacciatori di teste. Hanno pescato dall’esterno una lunga serie di incompetenti strapagati. Hanno tentato fino alla fine di non rispettare le indicazioni del Parlamento, oggi finalmente legge, che impongono con immediatezza una drastica decurtazione degli stipendi da nababbo a iniziare da quello di Campo Dall’Orto”, ha continuato Gasparri. “Tra una lottizzazione e una trilaterale i vertici si trastullano abbandonando la Rai. Dobbiamo difendere il servizio pubblico da tanta incapacità. Il Cda, seppur privato di poteri dalla incostituzionale legge voluta da Renzi e Giacomelli, deve reagire. Non c’è un piano editoriale. È stata creata solo una mega struttura con i vari Verdelli e Merlo che devono essere allontanati per impedire gli sprechi di una struttura che non ha prodotto nulla se non l’avallo alle lottizzazioni in atto”.

“La Rai è in crisi per colpa delle interferenze di Palazzo Chigi e dintorni. Il vertice operativo è inadeguato. Il patrimonio Rai va salvato da questi somari al potere”, ha concluso Gasparri.