06 ottobre 2016 | 18:07

Applicheremo il tetto agli stipendi, ma la Rai avrà problemi ad attirare persone valide, dice in Vigilanza il dg Campo Dall’Orto. Per il referendum pronta una programmazione specifica sulle reti. Politics? Dopo il voto si rinnova la formula

“Il parlamento ha completato il percorso di legge e, così come anticipato, andremo ad applicare la norma non appena andrà in gazzetta ufficiale”. A dirlo il dg Antonio Campo Dall’Orto in Commissione di Vigilanza, durante l’audizione che nel pomeriggio lo ha visto protagonista insieme alla presidente Monica Maggioni. In merito al tetto agli stipendi contenuto nella legge sull’editoria, Campo Dall’Orto ha ribadito che la norma “avrà conseguenze sulla capacità dell’azienda di attrarre persone valide”.  Il dg ha ricordato che il regolamento sugli stipendi approvato nel cda della scorsa settimana, che conteneva delle eccezioni al tetto, “era fatto per far sì che fosse cristallizzato un ragionamento su cosa significa mettere insieme certezza e valore” che ogni singola figura aziendale può fornire. Il dg ha quindi spiegato che il bond da 350 milioni sottoscritto dalla precedente gestione, che ha consentito alla tv pubblica di non rispettare il tetto, “non è stato fatto per indebitarsi. E’ stato fatto per far fronte a un debito preesistente. E non sono stati aumentati gli stipendi in relazione a quello, ma riportati alla condizione precedente. Quando gli stipendi torneranno sotto i 240 mila euro, il bond, che ha interessi molto vantaggiosi, resterà lì”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

Tra i temi affrontati anche la questione del referendum e delle modalità in cui il dibattito politico sarà affrontato dal servizio pubblico. “Rispetto al referendum, abbiamo immediatamente fatta nostra la comunicazione della Vigilanza” e “l’abbiamo comunicata a tutte le strutture competenti”, ha detto il dg. “Dal 29 settembre siamo già in par condicio. Dalla settimana prossima ci atterremo alle norme puntuali contenute nel regolamento che emanerete”.

Il dg ha ricordato che la misurazione dei tempi concessi ai favorevoli e ai contrari “è quotidiana e avviene in base a dati certi e pubblicati, che diventano un punto di riferimento sull’esistenza di equilibrio o meno”. Nell’ultima votazione, ha precisato, “non ci sono state reprimende” da parte di Agcom e “in un referendum, trattandosi di sì o no, diventa anche più facile rilevare l’equilibrio”. “Abbiamo un gruppo di lavoro, guidato da Giancarlo Leone, che ha il compito di rilevare anche il rispetto della par condicio e si riunisce con frequenza. Con il gruppo abbiamo una comunicazione costante e continua”.

“Sul referendum ci siamo impegnati a svolgere un’attività ulteriore rispetto a quella chiesta da voi. Abbiamo una nostra programmazione che in forme diverse si occuperà del referendum”, ha spiegato. “Ci saranno tre prime serate su Rai1, poi un programma in access prime time a cura del Tg1, sempre su Rai1, un’attività che verrà curata dal Tg2, anche questa in access prime time a ridosso dell’evento. Quindi ci sarà Tribuna Politics, su Rai3, che andrà a concentrarsi di più sull’evento referendario. Oltre a questo, c’è l’attività quotidiana, come confronto di ieri sera tra Boschi e Parisi a Porta a Porta. Non solo ci facciamo carico delle richieste, ma ci stiamo preparando nel rispetto del ruolo di servizio pubblico in vista di un appuntamento importante”.

Passando al caso ‘Politics’ e alla crisi di ascolti che hanno investito le trasmissioni d’informazione del martedì, Campo Dall’Orto ha affermato: “Laddove abbiamo problemi di ascolti, il nostro obiettivo è far sì che il valore che generiamo sia visibile, cioè che le persone lo possano vedere. Per quanto riguarda Politics, la direzione che lo segue, ha deciso che fino al referendum si occuperà di quelle tematiche, per poi tentare di rinnovare la formula dopo il referendum”.

Toccato anche il tema delle delibere Anac delle scorse settimane sulle assunzioni di dirigenti esterni in Rai. “Su due posizioni stiamo interloquendo con il Mef”, ha spiegato il dg. “Quando ci daranno indicazioni, non faremo che recepirle. Sul capo della sicurezza stiamo agendo, perché lì è stata identificata una fattispecie precisa, non legata ad un conflitto di interesse interno, ma alla società di selezione. Abbiamo ricevuto i pareri legali in merito e li stiamo valutando con l’ufficio legale per poter agire”. “Vogliamo includere le indicazioni dell’Anac senza mettere in difficoltà l’azienda”, ha precisato, ricordando che nell’ultimo cda c’è stato “un aggiornamento del piano triennale anticorruzione e sono stati armonizzati documenti in tema di job posting”. “Il secondo passo è portare dentro il nuovo piano maggiore uniformità nella gestione del reclutamento. Ci stiamo lavorando e il documento sarà portato in cda a gennaio prossimo. E’ un passo in più, essendo materia viva, come dice l’Anac, occorre modificare i comportamenti perché il piano sia efficace”.

“È in corso un’interlocuzione costante con Anac. Nessuno di noi ha sottovalutato le questioni sollevate”, ha ribadito la presidente Maggioni, aggiungendo che i rilievi sono stati di “stimolo per un’azione più decisa di quanto si fa e si farà ancora in azienda”. Sempre Maggioni ha poi preso posizione sulla decisione dell’Istat di inserire la Rai nelle liste della pubblica amministrazione. “La sua operatività verrebbe bloccata”, ha detto invitando la Commissione di Vigilanza a intervenire.

“Il tema informazione è stato oggetto di un’interlocuzione significativa nel cda che si è appena concluso”, ha detto ancora la presidente nel suo intervento. “Sono state chieste indicazioni più precise su dove si va, perché la tempistica preoccupa il consiglio. C’è stata un’iniziativa forte del consiglio in questo senso”.

Inevitabile anche un riferimento alla messa in onda ‘Fuocoammare’ su Rai3. “Arriviamo da un weekend in cui abbiamo fatto sì al Prix Italia di Lampedusa ci fosse un incontro importante tra Italia e Europa sui migranti”, ha detto Campo Dall’Orto, ricordando la programmazione sul tema proposta dalla Rai, con la pellicola di Rosi che “ha raccolto ascolti importanti”. “Pensiamo che siamo riusciti a lasciare un segno su un numero significativo di persone”, ha detto Campo Dall’Orto. “Poi martedì abbiamo presentato il racconto delle bellezze italiane e ieri sera Italia di Santoro ha fatto vedere come un racconto fatto per immagini e poi in studio possa dare un dato molto soddisfacente di ascolto. E’ un esempio di come si possa seminare. Poi sabato ci sarà Roberto Bolle in tv, evento a cui personalmente tengo molto. Lunedì riparte Report che è molto importante”. “Insomma”, ha concluso, “lavorare sui contenuti significa lavorare sull’insieme dell’informazione”.