11 ottobre 2016 | 18:00

Can Dündar tra i finalisti del Premio Sakharov 2016 per la libertà di pensiero. In lizza per il riconoscimento anche il leader tataro Mustafa Dzemilev e le avvocatesse yazide Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar

Can Dündar tra i finalisti del Premio Sakharov 2016 per la libertà di pensiero. E con il giornalista turco, ci sono anche Mustafa Dzemilev, leader tataro attivo nella difesa dei diritti dei cittadini della Crimea, e le avvocatesse yazide sopravvissute in Iraq, Nadia Murad Basee e Lamiya Aji. A scegliere i nomi dei finalisti per il premio dedicato allo scienziato e dissidente sovietico Andrej Dmitrievič Sacharov, istituito dal Parlamento europeo nel 1988, sono state le commissioni affari esteri e sviluppo.

I candidati finalisti per il 2016 sono:

Can Dündar, ex caporedattore del quotidiano turco Cumhuriyet, è stato arrestato nel novembre 2015, dopo che il suo giornale aveva pubblicato alcune fotografie che mostravano i servizi segreti turchi consegnare illegalmente armi ai ribelli siriani. È stato successivamente condannato a 5 anni e 10 mesi di carcere per “rivelazione di segreti di stato” (adesso è in corso il processo d’appello) ed è sopravvissuto a un tentativo di omicidio. Al momento si trova all’estero, in attesa dell’appello.

Mustafa Abdülcemil Qırımoğlu, ex presidente del Mejlis di Crimea (il parlamento tataro), è un ex dissidente sovietico e attuale membro del Parlamento ucraino. È una figura di spicco nella difesa dei diritti umani e delle minoranze del suo Paese da oltre cinquant’anni. La sua storia personale è segnata dalle vicende storiche del popolo tataro: a soli sei mesi fu deportato in Asia Centrale insieme a tutto il resto della popolazione. Riuscì a tornare nella sua terra soltanto 45 anni dopo. Adesso che la Russia ha annesso la Crimea, l’attivista è nuovamente impossibilitato a entrare nel suo territorio.

Nadia Murad Basee e Lamiya Aji Bashar sono due avvocatesse impegnate nella difesa della comunità yazida in Iraq e delle donne colpite dalla violenza sessuale delle milizie Isis. Entrambe provengono da Kocho, uno dei villaggi iracheni vicino a Sinjar distrutto dalle truppe dell’Isis nell’estate del 2014. Insieme a migliaia di altre ragazze yazide, sono state rapite e costrette alle vessazioni sessuali dei militanti del Califfato. Murad sta anche lavorando per il riconoscimento del genocidio degli Yazidi.

Il Parlamento Europeo assegna il Premio Sakharov ogni anno per onorare le persone e le associazioni che si sono distinti nella difesa nei diritti umani e delle libertà fondamentali.

Il vincitore sarà scelto dal presidente del Parlamento e dai capigruppo delle forze politiche il 27 ottobre, spiega una nota. La cerimonia di premiazioni si terrà a Strasburgo il prossimo 14 dicembre.