13 ottobre 2016 | 18:19

Il nuovo portale vaticano si occuperà solo del Papa non della politica di Roma. Monsignor Dario Edoardo Viganò illustra le novità della riforma dei media della Santa Sede: addio onde corte, arrivano i podcast e Facebook per portare il Santo Padre in Africa grazie agli smartphone

La Santa Sede sta “concludendo un accordo con Facebook grazie al quale in 44 Paesi dell’Africa si potrà potrà ricevere in maniera semplice il messaggio del Papa”. Lo ha anticipato monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della comunicazione della Santa Sede, nel suo intervento stamattina, a Roma, al Comitato dei presidenti e delegati del Copercom, illustrando alcune novità del processo di riforma dei media vaticani.

“Hanno tutti il cellulare in Africa, anche con una bassa capacità di banda”, ha spiegato Viganò, “metteremo il messaggio del Papa su questa applicazione”. E anche il nuovo portale vaticano si occuperà “del Papa, non di altro, non della politica di Roma. Noi comunicheremo il Papa: tutto il resto non è nostra competenza”.

Nel nuovo portale vaticano, ha spiegato Viganò, ripreso da Agensir, “troveremo live il Papa: il live potrà essere solo in audio e in video, avremo podcast, foto”. Molto utile “sarà l’infografica dei viaggi. Quando il Pontefice atterrerà in un aeroporto, si avranno tutte le notizie sul nome dell’aeroporto, dei luoghi dove andrà, oltre ai discorsi”.

Il 2016 “è l’anno dell’accorpamento di Radio vaticana con il Centro televisivo vaticano”, ha spiegato il prefetto. Non bisogna “buttare i soldi, ma trasformare i costi in investimenti”. E Parlando di cambiamenti a Radio vaticana ha aggiunto: “sono tanti portali e quindi non aggregano i navigatori, perciò bisogna ripensare secondo una nuova logica”.

Le onde corte inoltre, “ci fanno arrivare in Cina, anche se non direttamente ma attraverso Radio Veritas di Manila, che ha però deciso di dismetterle nel 2019″. Dunque, “le onde corte a oggi, da studi fatti, non hanno per noi nessuna rilevanza in termini di trasmissione del messaggio”. Motivo per cui, ha spiegato Viganò, “quello che oggi viene trasmesso in onde corte diventerà un podcast che le Chiese locali potranno scaricare”.

Papa Francesco (foto Olycom)

“Il processo di riforma dei media vaticani non è una novità, ma piuttosto l’obiettivo è cercare di colmare un gap di almeno venticinque anni”. Così ha parlato monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della comunicazione della Santa Sede, parlando stamattina, a Roma, al Comitato dei presidenti e delegati del Copercom. Si tratta di una sorta di “corso di recupero”, ha spiegato, e questo in “un sistema di riforma globale ci sta”.

Il processo di riforma dei media vaticani, ha aggiunto il prefetto, è “un progetto” che “riguarda la Santa Sede e non le Chiese locali“, anche se si tratta di “aspetti e meccanismi mediali che interrogano tutti”. Un processo che, secondo Viganò, è un po’ come un “corso di recupero“, per “colmare un gap di almeno venticinque anni”.

Il processo di riforma è cominciato venti anni fa non oggi, ha precisato Viganò, quando “la comunicazione del Giubileo del 2000 ha mostrato alcune disfunzioni”. Il prefetto ha ricordato anche che la comunicazione di Papa Francesco interroga tutta “la Chiesa italiana, i media cattolici, le associazioni e i movimenti”.